La sorella del pianista

| Senza di lei, che gli insegnò a suonare il pianoforte, probabilmente Fryderyk Chopin non sarebbe mai diventato uno dei più grandi e celebri compositori di sempre. La vita di Ludwika, divisa tra il fratello malato e il marito violento

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Di Marco Belletti

L’avvocato polacco Joseph Kalasanty Jędrzejewicz nel 1832 sposò la 25enne Ludwika Marianna, figlia di Mikołaj Chopin e Justyna Krzyżanowska. La donna era nata il 6 aprile 1807 a Varsavia, poco prima della fondazione dell’omonimo ducato, nei territori annessi dalla Prussia dopo la terza spartizione della Polonia nel 1795. Nel 1815 sarebbe poi stato costituito il regno di Polonia, conferito allo zar di Russia Alessandro I.

Ludwika Marianna fu battezzata il 14 aprile ma il suo certificato di nascita andò distrutto con tutti i documenti della parrocchia durante la seconda guerra mondiale. La data di nascita fu documentata grazie alla scritta sul retro di un dipinto della donna con il figlio minore – ora perduto – mentre si deve all’opera di un genealogista che consultò i registri parrocchiali prima della guerra, la conoscenza della data del battesimo.

Ludwika fu educata in un collegio femminile e fin da bambina mostrò una forte predisposizione alla musica e un forte attaccamento al fratello minore, Fryderyk, nato nel 1810: di tutti i figli della famiglia Chopin gli era la più vicina, diventandone la confidente e protettrice per il resto della vita. Fu lei a insegnare al fratello a leggere e scrivere in polacco e francese, oltre che a fornirgli le prime nozioni su come suonare il pianoforte: fu l’influenza di Ludwika che permise al precoce genio musicale di Fryderyk di mostrarsi in tutta la sua grandezza. Nel 1825 il giovane Chopin confidò all’amico Jan Białobłocki: “Ludwika ha scritto una mazurka perfetta, una di quelle che a Varsavia non si sono ancora ballate”. Nessuna composizione della donna le è sopravvissuta.

Nel 1826 Ludwika partì per un viaggio in Slesia con la famiglia del conte Skarbek e sintetizzò le sue impressioni in un libro pubblicato nel 1829 in cui la voce narrante era quella di Józef, il giovane figlio del conte. Un anno dopo, alla morte della figlia più giovane Emilia, i Chopin si trasferirono in un alloggio vicino all’università di Varsavia. Fryderyk visse con loro fino al 1830, quando si trasferì a Vienna: da lì compose il “Notturno in do diesis minore” e lo dedicò alla sorella maggiore.

Ludwika Chopin partecipò attivamente alla vita culturale e intellettuale di Varsavia: era spesso invitata a ricevimenti, divenne amica della scrittrice Eleonora Ziemięcka e pubblicò alcuni romanzi, tra cui uno educativo per bambini. Dopo la rivolta del novembre 1831 entrò a far parte dell’unione patriottica delle dame polacche di carità che offrivano sostegno finanziario alle vittime delle repressioni zariste.

Il 22 novembre 1832 sposandosi divenne la signora Jędrzejewicz e si trasferì con il marito in un appartamento in Varsavia. Dall’unione nacquero quattro figli: nel 1833 Henryk Bronisław, tenente colonnello nella rivolta del gennaio 1863, nel 1835 Ludwika Magdalena, nel 1840 Fryderyk Bolesław, che morì a diciassette anni, e nel 1843 Antoni Żelisław, l’unico che sopravvisse all’Ottocento.

Nel frattempo il fratello Fryderyk si era trasferito a Parigi dove sopravviveva soprattutto grazie alle lezioni di musica che teneva. La vasta corrispondenza tra lui e Ludwika ha fornito un ricco materiale per gli studi biografici sul compositore, permettendo di scoprire che la sorella si prese sempre cura di lui, sia aiutandolo quanto aveva problemi di salute (che tormentarono il compositore per tutta la sua breve vita) sia gestendone il patrimonio materiale e artistico. Ludwika mantenne anche contatti epistolari con George Sand, la scrittrice che ebbe una relazione con Fryderyk.

Ludwika andò a trovare suo fratello a Parigi due volte. La prima nel luglio 1844 dopo la morte di loro padre, la seconda su richiesta esplicita del fratello, tormentato da condizioni di salute che peggioravano rapidamente: la donna arrivò a Parigi l’8 agosto 1849 con il marito (che tuttavia tornò presto a Varsavia) ed era al fianco del fratello quando morì il 17 ottobre 1849, probabilmente a causa della tubercolosi. Fryderyk fu sepolto nel cimitero Père-Lachaise della capitale francese e per la cerimonia e il monumento funebre la donna fu costretta a chiedere un prestito di 5mila franchi, che le furono forniti da Jane Stirling, amica (forse amante) e allieva del fratello. Ludwika rimase a Parigi fino a dicembre, dopo aver liquidato il patrimonio di Fryderyk. Avrebbe voluto portare con sé le lettere del fratello, ma per paura dei controlli alla frontiera polacca li lasciò nelle mani di un amico, che poi le diede in prestito ad Alexandre Dumas figlio che a sua volta le consegnò a George Sand, la quale le bruciò tutte. Ludwika regalò alcuni manoscritti agli amici del fratello, incassò del denaro autorizzando la pubblicazione di alcuni manoscritti di opere inedite di Chopin e curando l’edizione postuma delle sue opere. Ricevette infine in regalo dalla Stirling il pianoforte di Chopin, ora conservato al museo di Varsavia dedicato al compositore.

Infine, da Parigi portò segretamente a Varsavia il cuore del fratello contenuto in un’urna che nascose sotto la gonna mentre attraversava il confine tra Prussia e Polonia. L’urna fu collocata della chiesa di Santa Croce a Varsavia, dapprima nella cripta e in seguito nella navata centrale.

È durante il secondo viaggio a Parigi che il rapporto con il marito di deteriorò, senza tuttavia portare a una rottura definitiva. Jędrzejewicz mal sopportava la famiglia Chopin e soprattutto provava fastidio al fatto che sua moglie anteponesse gli affari del fratello prima dei loro. Per anni aveva maltrattato Ludwika e diffuso pettegolezzi su Fryderyk e nonostante i tentativi di riconciliazione della moglie, la donna ebbe pace solo alla morte del marito, nel 1853. Ricevette una pensione di 72 rubli d’argento ma la sua salute peggiorò rapidamente e morì per un’epidemia di peste il 29 ottobre 1855 nella sua casa di Varsavia. La sua scomparsa fu ampiamente commemorata dalla stampa e fu sepolta nella tomba di famiglia Jędrzejewicz, al fianco alla sorella Emilia.

La figlia Ludwika Magdalena nel 1882 pubblicò un libro che raccontava la permanenza della madre a Parigi nel 1849. Il figlio Antoni Żelisław collaborò con Ferdinand Hoesick (il biografo ufficiale del compositore) che in un libro raccolse una sua testimonianza sullo zio. Fu Antoni a ottenere l’autorizzazione a spostare il cuore di Chopin dalla cripta alla navata della chiesa di Santa Croce. Il primogenito Henryk Bronisław abbandonò la Polonia per trasferirsi a Parigi dove appose una targa sul luogo dove Fryderyk Chopin era morto, in place Vendôme 12. Uno dei suoi nipoti morì durante la prima guerra mondiale nell’ottobre 1918.

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