Ruth, la fotografa spontanea

| Una bella ragazza che cammina per le vie di Firenze suscitando l’ammirazione (forse un po’ volgare) degli uomini è una delle fotografie più vendute al mondo. A scattarla una giovane americana nel 1951

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Di Marco Belletti
Che cos’hanno in comune Lauren Bacall e Doris Day, Woody Allen e Humphrey Bogart, Vittorio De Sica e Alfred Hitchcock, Tennesse Williams e Jimmy Carter, Igor Stravinsky e Leonard Bernstein? E che cosa hanno in comune tutti questi personaggi celebri con la sconosciuta al pubblico Ninalee Allen Craig, alias “Jinx Allen”?

Tutto iniziò il 3 settembre 1921, quando nacque Ruth Orkin. Figlia di Samuel e di Mary Ruby, si può dire che venne al mondo per caso a Boston, Massachusetts, in quanto la madre era un’attrice del cinema e quindi la famiglia visse a Hollywood. Quando la piccola Ruth compì dieci anni le fu regalata una “Univex AF-2” da pochi dollari e con quella iniziò a fotografare amici e insegnanti. E mentre la carriera della madre terminò con la fine del cinema muto e l’avvento del sonoro, a soli 17 anni Ruth decise di attraversare gli Stati Uniti in bicicletta: partì da Los Angeles e - scattando fotografie lungo tutto il percorso - arrivò a New York in tempo per l’esposizione universale del 1939.

Tornata sulla West Coast californiana, Ruth Orkin frequentò dal 1940 e per un breve periodo un corso di fotogiornalismo al “Los Angeles City College” e l’anno successivo entrò a fare parte degli studios cinematografici della “MGM”: confidò che le sarebbe piaciuto diventare direttore della fotografia in qualche film, ma fu costretta ad abbandonare il lavoro non appena si rese conto che il sindacato dei lavoratori del cinema non consentiva alle donne di ricoprire tale incarico. Si arruolò nell’esercito quando scoprì che il “Women’s Auxiliary Army Corps” offriva la possibilità di frequentare corsi per acquisire capacità cinematografiche, ma al momento del congedo, nel 1944, era ancora più delusa in quanto non aveva ricevuto nessuna formazione.

Terminata la seconda guerra mondiale decise di trasferirsi sulla costa atlantica e giunse nuovamente a New York, dove tentò di intraprendere la carriera di fotoreporter freelance. Dapprima trovò lavoro come fotografa nei nightclub, ma ben presto ricevette un primo incarico dal “New York Times”: realizzare un servizio fotografico con l’ancora giovane compositore, pianista e direttore d’orchestra Leonard Bernstein. Per entrambi, fu l’inizio della carriera.

Orkin riuscì a intrufolarsi da protagonista in un settore fortemente maschile e maschilista, e nel giro di pochi mesi divenne una freelance rinomata e stimata, iniziò a viaggiare in tutto il mondo pubblicando le sue immagini su testate prestigiose come “Life”, “Look” e “Ladies’ Home Journal”.

È abbastanza chiaro, ora, che cosa hanno in comune tutti quei personaggi famosi e Ninalee Allen, alias “Jinx Allen”?

Professionista ormai affermata, nel 1951 la trentenne Ruth si recò in Italia per realizzare alcuni servizi fotografici, e mentre viaggiava da una città all’altra le venne l’idea di creare una serie di immagini intitolata “Don't Be Afraid to Travel Alone” (non avere paura di viaggiare da soli).

A Firenze incontrò una connazionale 23enne in vacanza per sei mesi in Europa, Ninalee appunto. Fu facile mettersi d’accordo: per il servizio la ragazza adottò lo pseudonimo di Jinx Allen e fu fotografata mentre camminava nei mercati, chiacchierava nei caffè, passeggiava nelle vie della città. La più celebre e iconica di queste foto è sicuramente “An American Girl in Italy” che ritrae la giovane Ninalee/Jinx che cammina senza timori davanti a un gruppo di italiani. In seguito entrambe le donne avrebbero sostenuto che non si trattava di una foto posata, ma qualche dubbio rimane. In un’intervista rilasciata poco prima di morire, Ruth Orkin affermò di aver scelto Ninalee perché bella e alta, tanto che le pareva la Beatrice della Divina Commedia che passeggiava attraverso una dozzina di uomini. “Solamente – confidò – chiesi a un paio di loro di non guardare verso la macchina fotografica”.

L’immagine ebbe subito un vasto successo e anche se qualcuno interpretò gli atteggiamenti degli uomini ritratti come espressioni di molestie e maschilismo, entrambe le donne non ebbero mai dubbi, affermando di non essere mai state molestate in Europa e di aver voluto dare vita a una serie di immagini di donne che si divertono senza problemi o timori. La Allen aggiunse: “Gli uomini italiani sono molto riconoscenti, è bello essere apprezzate. Non mi sono sentita minimamente offesa”.

In alcune riproduzioni della foto fu tolto un uomo in centro all’immagine che guardando la ragazza si toccava le parti basse, ma anche quel gesto fu interpretato dalla modella come un segno di buon auspicio, non una volgarità. Nonostante le affermazioni delle due donne, alla foto negli anni fu attribuito un significato di umiliazione delle donne tanto che l’immagine fu bandita in alcuni stati americani dai locali pubblici.

Nel 1952 Orkin sposò il fotografo e regista Morris Engel, con cui collaborò a lungometraggi che ebbero un discreto successo, ma tornò presto alla sua passione per la fotografia realizzando numerosi libri e partecipando a decine di mostre. Insegnò fotografia in alcuni istituti ma non riuscì più a replicare l’enorme successo di quella foto del 1951, che ancora oggi è tra le più vendute al mondo. Ruth Orkin morì a New York nel gennaio 1985.

Ninalee “Jinx” Allen visse per qualche tempo in Italia dopo aver spostato un conte vedovo di Treviso dal quale divorziò nel giro di pochi anni quando la suocera si accorse che era lei la modella di quella foto “scandalosa” pubblicata su “Cosmopolitan”. Tornò negli Stati Uniti con un figlio e lavorò come insegnante e scrittrice pubblicitaria a New York, qui sposò il canadese Robert Craig e con lui si trasferì a Toronto, dove morì a 90 anni nel maggio 2018.

Galleria fotografica
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Donne
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