Blitz Quotidiano: 'Giornali in crisi, il peggiore è il Fatto di Travaglio'

| La scelta di appoggiare il Movimento M5s e Di Maio penalizza in modo grave il giornale diretto da Marco Travaglio. In un anno ha perso il 25 per cento dei lettori in edicola. Ossessionato da Tav e altri fantasmi, non cambierà linea

+ Miei preferiti

Riportiamo il testo integrale dell'analisi del sito Blitz Quotidiano sulla situazione dei giornali italiani.

Redazione Ism

Giornali quotidiani italiani, la crisi si è aggravata in giugno. E nella crisi generale, ancora più acuta è la crisi del Fatto. Ha venduto, nel mese di giugno 2019, il 25% di copie in meno dell’anno scorso. Mentre nell’insieme il mercato ha perso il 10 per cento, dopo il – 9 registrato in maggio e il – 8 di gennaio e febbraio, il Fatto subisce un calo in progressione impressionante: del 10% in gennaio, del 13% in marzo, del 20% in aprile, del 23% in maggio, del 25 virgola in giugno. Il Corriere della Sera in giugno ha subito un crollo improvviso, salendo dal circa 5% dei mesi precedenti al 10. Repubblica, dopo un – 3% di maggio, si è allineata al – 10 del concorrente, il peggior dato negativo da inizio anno. La crisi dei giornali si fa sempre più profonda, aggravata da una ostilità della componente 5 stelle del Governo Conte che supera ogni limite di decenza. Non è che i governi di sinistra che lo hanno preceduto abbiano brillato per consapevolezza della crisi e idee per risolverla. Anzi, se qualcuno ricorda lo scempio degli abbonamenti, può mettere in fila nomi e cognomi e mandare al diavolo qualche mito.

Forse è il caso che gli editori si muovano, escano dalla apatia che li avvolge e soffoca. I giornali hanno vissuto momenti difficili, forse mai come questi, è vero, ma tali da far prevedere, anche in passato, la loro prossima fine. Poi gli editori si svegliarono e seguirono anni gloriosi.

Davanti a gente come i 5 stelle, la buona educazione non serve. Invece gli editori sembrano vittime sacrificali rassegnate al macello. Eppure i numeri non lasciano spazio ai dubbi. Sono usciti i risultati del primo semestre dei primi tre gruppi editoriali italiani, Rcs (Corriere della Sera), Mondadori, Gedi (fu Espresso-Repubblica). Mi fermo al margine operativo lordo (mol all’italiana, ebitda all’americana). Solo Mondadori migliora, ma sono 12 milioni su 380 di ricavi, un misero 3%. E nel bilancio della Mondadori i libri, con ricavi in crescita, pesano più delle riviste, in calo dell’11%.

Rcs offre di gran lunga il miglior risultato, ma sono in calo sia i ricavi (da 503 a 475 milioni) sia il mol: da 83 a 71 milioni. Il conto aggregato di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport è: ricavi da 220 a 208 milioni, mol da 33 a 30. Siamo sempre a livelli di redditività importanti, oltre il 14% di mol sul fatturato. Ma con le copie in calo e la pubblicità nelle spire della tv, si fa presto a perdere posizioni.

Il Gruppo Gedi è in linea: ricavi in calo da 321 a 303 milioni, ebitda da 142 a 134. Trionfano le radio (utile lordo pari al 30 per cento del fatturato), reggono i giornali locali, con un mol sul fatturato del 7,6%. Ma è quasi la metà della percentuale, 13% del 2016. Pesano, ma non si sa quanto, la Stampa e il Secolo XIX: non pare siano stati un buon affare…

E poi pesa la crisi di Repubblica. Il fatturato scende da 124 a 116 milioni, il mol si ammoscia ancor di più, da una perdita di 1 milione a 6,7 milioni di perdita nel primo semestre 2019.

Questi pochi numeri denunciano l’emergenza del settore. I governi cattivi di Andreotti e Craxi salvarono i giornali, quelli che piacciono tanto ai giornalisti, targati Pd e M5s li hanno massacrati.

Economia
Disney, 28mila dipendenti a casa
Disney, 28mila dipendenti a casa
Si tratta soprattutto di contratti part-time di personale delle divisioni parchi e resort, costretti alla chiusura da troppi mesi. L’utile operativo è sceso del 58% rispetto al 2019, con un miliardo di dollari di perdite
In vendita i carrelli delle bibite per fare cassa
In vendita i carrelli delle bibite per fare cassa
In piena crisi di liquidità, la compagnia di bandiera australiana “Qantas” ha deciso di vendere i “bar carts” pieni di vino, snack e kit di cortesia. È stato un successo, ma anche la fine di un’epoca
L’economia cinese è in crescita
L’economia cinese è in crescita
È l’unica economia al mondo a mostrare chiari segni di ripresa e a registrare maggiore fiducia dei consumatori, aumento della produzione industriale e picchi di vendita di auto e immobili
L’Australia è in recessione
L’Australia è in recessione
Dopo tre decenni di crescita che l’avevano spinta fra le più sane economie del mondo, la pandemia e prima ancora la stagione dei devastanti incendi hanno ridotto il Pil, i consumi e il turismo
La Gran Bretagna potenza globale, l’incubo di BoJo
La Gran Bretagna potenza globale, l’incubo di BoJo
Il sogno del premier di liberarsi della UE per stringere accordi commerciali con il resto del mondo si sta infrangendo: la Brexit è vicina al "no deal", con gli Stati Uniti nulla di fatto e le tensioni con la Cina aumentano
Il club dei milionari che chiede più tasse
Il club dei milionari che chiede più tasse
Sono 83 fra le persone più ricche del pianeta, e hanno firmato una petizione in cui chiedono ai governi maggiori tassazioni sulle loro fortune. Nell’elenco nessun italiano
Streets of London
Streets of London
Il Regno Unito riapre i battenti, ma la sua capitale – una delle metropoli più frizzanti del mondo - potrebbe non essere più la stessa. Tanti i settori in crisi, e tante le speranze, ma con due incognite: il ritorno del virus e la Brexit
I colossi dei cieli alle corde
I colossi dei cieli alle corde
British Airways pronta a mettere all’asta parte della propria collezione di opere d’arte, Lufthansa annuncia l’accordo con i sindacati per una forma di “disoccupazione parziale”
Le città a rischio post-pandemia
Le città a rischio post-pandemia
Uno studio realizzato per l’Anci ha valutato i settori produttivi delle 14 città metropolitane italiane, dando due parametri di perdita: una soft, l’altra hard
La Hertz verso la bancarotta
La Hertz verso la bancarotta
Il colosso mondiale dell’autonoleggio ha presentato istanza di fallimento: è l’ennesima vittima eccellente della pandemia, e anche un pessimo segnale per l’industria automobilistica mondiale