Come ti distruggo l’economia globale

| La Lehman Brothers, il cui fallimento ha provocato nel sistema capitalistico una delle peggiori crisi economiche, non è lo scandalo dal valore più elevato nel mondo del business. Ben cinque i crack che hanno causato più perdite

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Di Marco Belletti
Grandi disponibilità e spostamenti di denaro in enormi flussi (e a livello mondiale) di attività finanziarie aperte al pubblico possono evidentemente spingere chi manovra tutti questi soldi a appropriarsene indebitamente, dando vita a quelle che genericamente sono chiamate “truffe finanziarie”.

Questi raggiri sono di diversi tipi, vengono attuati grazie alla possibilità di entrare in contatto diretto con la clientela e con comportamenti disonesti di persone non autorizzate a questo genere di attività, nel qual caso alla condotta fraudolenta si aggiunge l’abusivismo finanziario.

Il risultato per l’investitore comunque non cambia mai, con la perdita di gran parte o tutto il patrimonio. Denaro che poi non è quasi mai facilmente recuperabile.

Mentre il finale è piuttosto… standardizzato, la fantasia di chi attua queste truffe non conosce limiti, con un livello di immaginazione davvero elevato. A fianco di frodi grezze – facilmente individuabili con un po’ di buon senso e di attenzione da parte dell’investitore – ne esistono di molto sofisticate e ben orchestrate, gravi insidie per i risparmiatori e a volte anche per il sistema finanziario nel suo complesso.

È il caso delle dieci maggiori truffe finanziarie mai avvenute al mondo che sono state classificate per importo frodato da uno studio di affidabile.org – il portale comparativo per la lotta ai raggiri online – e pubblicate dalla rivista Business People. La lista riserva qualche sorpresa in quanto l’imbroglio forse più conosciuto a livello mediatico, il fallimento della Lehman Brothers, non è ai vertici per valore rubato.

Al primo posto e con un notevole distacco rispetto alla seconda classificata si piazza la truffa della Enron Corporation, con un importo di circa 130 miliardi di dollari. La Enron fallì improvvisamente nel 2001, fatto che giunse inaspettato in quanto l’azienda negli ultimi dieci anni era cresciuta molto rapidamente, aumentando di dieci volte il valore iniziale e raggiungendo il 7° posto tra le più importanti multinazionali degli Stati Uniti. Eppure, in meno di tre mesi le azioni Enron persero tutto il valore, passando da 86 dollari a 26 centesimi di quotazione, bruciando così l’enorme cifra nel giro di soli tre mesi. Furono numerosi i dipendenti truffati in quanto molti di loro avevano acquistato azioni a un’offerta che sembrava vantaggiosa e non poterono in nessun modo difendersi dal disastro. Un fallimento di tali proporzioni fu grave ma non tanto da minare l’economia statunitense che resse il colpo nonostante la Enron avesse accumulato un debito di circa 10 miliardi di dollari.

Con circa 65 miliardi di dollari si classifica secondo il consulente per gli investimenti Bernard Madoff. Fu arrestato l’11 dicembre 2008 e accusato di aver truffato i suoi clienti – a partire dal 1960 – utilizzando lo schema Ponzi, un sistema attuato per la prima volta da un immigrato italiano (cui deve il nome) che prometteva alti guadagni, pagando gli interessi maturati dai precedenti investitori con i soldi dei nuovi. Il sistema Madoff crollò quando i rimborsi richiesti superarono i nuovi investimenti, raggiungendo la cifra di circa 7 miliardi di dollari, che il consulente non fu più in grado di saldare ai richiedenti.

Al terzo posto si posiziona la truffa di MF Global, la società di servizi finanziari che fallì dopo che serrate indagini portarono alla luce la scoperta che i manager guidati dall’amministratore delegato Jon Corzine – ex responsabile di Goldman Sachs ed ex governatore del New Jersey – avevano usato i soldi degli ignari clienti per comprare 6,3 miliardi di bond europei. Complessivamente sono 36 miliardi e 145 milioni di dollari che sarebbero stati bruciati dal crack MF Global.

Nel 1997 il vicepresidente della Cendant Corporation (società di servizi commerciali e di consumo) fu accusato di frode contabile per aver gonfiati i profitti dichiarati dalla società. Anche in questo caso il danno fu enorme, pari a circa 16 miliardi e 750 milioni di euro.

Risale invece al 2008 l’incarcerazione del trader francese Jérome Kerviel, condannato per una perdita finanziaria di 5 miliardi e 700 milioni di euro ai danni di Société Génerale e dei suoi azionisti.

Pur per un valore di “soli” 5 miliardi e 290 milioni di euro, al sesto posto tra i peggiori crack del mondo troviamo Lehamn Brothers, la banca d’investimento accusata di frode contabile e di titoli, il cui crollo ha generato la più grande bancarotta della storia, dando di fatto il via alla lunga crisi finanziaria iniziata nel 2008.

Bernard Ebbers è un uomo d’affari canadese, co-fondatore e chief executive officer della società di telecomunicazioni WorldCom, condannato per frode e cospirazione a causa dei falsi rapporti finanziari della sua azienda: quasi 3 miliardi e 400 milioni di euro l’importo valutato dalle autorità di regolamentazione come defraudato ai risparmiatori.

Yasuo Hamanaka nel 1996 fu invece la figura di maggior spicco coinvolta nel cosiddetto “scandalo del rame” alla Sumitomo Corporation, una delle più importanti società commerciali del Giappone. È stato giudicato colpevole di contraffazione e transazioni fraudolente per un importo vicino ai 3 miliardi di euro.

Al nono posto troviamo con circa 2 miliardi di euro di truffa la FlowTex, società tecnologica tedesca. Nel 2003 il fondatore Manfred Schmider è riuscito a vendere – e soprattutto a farsi pagare – oltre 3 mila strumenti di perforazione inesistenti.

Risale invece a quest’anno la condanna per tre funzionari della banca Credit Suisse, arrestati per avere dato vita a un sistema di prestiti con centinaia di milioni di euro trasformati in tangenti da pagare a funzionari governativi. Complessivamente la truffa è stata pari a 1 miliardo e 763 milioni di euro.

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