Contrordine, gli appalti TAV partono

| Pericolo di danni erariali, scadenza per i finanziamenti Ue, irrigidimento della Francia, Palazzo Chigi fa partire entro 15 giorni, ultimo termine utile, il via alle gare d'appalto. Allora si fa? Non si sa. Salvini: "Si fa"

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Possibili danni erariali, l’irrigidimento di Francia e Ue sui finanziamento che si possono perdere. Così, nel nostro strano e amato Paese, i colpi di scena sono sempre possibili. Morale, il governo gialloverde e ora costretto a dare il via libera ai bandi di gara per la Torino-Lione, entro quindici giorni, in modo da non perdere la tranche da trecento milioni di euro di fondi europei in scadenza. E Salvini rassicura: "La Tav va fatta ma con un nuovo progetto più economico". Poche ore era passata alla Camera la mozione sull’alta velocità che sembrava avere congelato il progetto sine die. Palazzo Chigi permetterà a Telt, la società per metà in mano al governo francese e per metà a Ferrovie italiane, di avviare la raccolta delle dichiarazioni d’interesse delle aziende che dovranno realizzarla. “Un terremoto - scorre Repubblica - invece per i 5 stelle, che con l’analisi costi-benefici riteneva di aver posto la pietra tombale sui cantieri piemontesi. L’ala movimentista, che martedì ha dovuto già ingoiare il no all’autorizzazione al processo per Matteo Salvini, è pronta a mobilitarsi contro quello che considera l’ennesimo cedimento all’alleato”. Ormai è una specie di serie tv in cui può accadere di tutto. E il suo esatto contrario. Basta solo aspettare.

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