E il No Tav Toninelli? Per ora è incollato alla poltrona

| Il ministro delle "non" infrastrutture, Danilo Toninelli, fiero avversario della Tav, ha fatto il possibile per ritardare e bloccare i lavori. Ora, per coerenza, dovrebbe dimettersi. Lo farà?

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"È un fulmine a ciel sereno, quello che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lanciato sull’universo M5S con il sì alla Tav, motivato con il fatto che il no costerebbe di più. Un fulmine che rischia di far traballare seriamente anche il titolare del Mit Danilo Toninelli, da sempre contrario all'opera, come l'intero Movimento. Su Toninelli, nelle ultime ore, si sono rincorse voci di dimissioni, chieste a gran voce dalle opposizioni. Voci che, al momento, non trovano conferma , anche se la posizione del ministro, ulteriormente indebolito, resta in bilico. Uno degli ultimi atti del ministro delle Infrastrutture e Trasporti era stato il licenziamento di Pierluigi Coppola, uno degli esperti dello stesso Mit, membro della commissione per l'analisi costi-benefici sulla Tav stessa. Coppola era finito sotto i riflettori dei media lo scorso mese di febbraio per essersi dissociato dai risultati – negativi – dell'analisi costi-benefici condotta dal team presieduto da Marco Ponti , ex docente del Politecnico di Milano, ora in pensione", scirve il Sole24ore. Ma anche Ponti ha problemi. Intanto da mesi il ministro non gli risponde, poi lo aveva già scaricato, anticipando il sì del governo nonostante la sua bizzarra analisi costi-benefici. Il palestrato ministro grillino per ora tace. Tutti aspettano che dica qualcosa. Magari non "E il pd?". Insomma, siamo quasi alla farsa. Anche senza quasi.
 
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