I ministri delle No Infrastrutture e del Non Lavoro

| Toninelli torna trionfante dal confronto con l'omologo francese: stop agli appalti dei lavori in attesa degli scontatissimi esiti negativi della commissione costi-benefici presieduta da un No Tav. E Grillo al popolo Sì Tav: "Borghesucci"

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Un risultato, almeno, il ministro delle No Infrastrutture il temuto Danilo Toninelli lo ha ottenuto. E' riuscito, con il suo entusiasmo e lavorando pancia a terra, a bloccare gli appalti per l'Alta Velocità. Il suo arduo compito è quello non di promuovere lo sviluppo e il futuro del Paese ma quello di minarlo per sempre, con la benedizione del vice-premier, l’ineffabile Luigi Di Maio, la cui fonte di sostentamento è da sempre il solo stipendio da parlamentare. Non pago di non aver mai lavorato in vita sua, vorrebbe che il suo esempio, con le tasse pagate dagli italiani onesti, sia seguito da milioni di nullafacenti, grazie al ridicolo “reddito di cittadinanza”. Una bella coppia.

Se Carlo Marx fu l’ideologo del comunismo, l’ideologo del grillismo è il comico Beppe Grillo. Solo questo spiegherebbe già molto di quanto va succedendo in Italia. Il filosofo, economista, profeta, tuttologo e futurologo genovese ha inviato agli amici de “Il Fatto Quotidiano” una lettera, a “nome suo e del suo neurologo” (sarebbe forse stato meglio uno psichiatra, ma di quelli buoni però) in cui teorizza ancora una volta le sue bizzarre idee sulle ferrovie. Tra una scia chimica e l’altra, i pericolosi deliri contro i vaccini, gli insulti volgari a chi non osa non condividere il suo verbo, Grillo definisce chi ha partecipato alla grande manifestazione Sì Tav di sabato a Torino, “borghesucci”. E intanto il ministro delle No Infrastrutture Toninelli, dopo un incontro con l’omologo francese, Borne, torna trionfante con un osso in bocca. In attesa degli esiti della Commissione costi-benefici - i cui esiti negativi, mercè la composizione ad hoc della medesima, presieduta guarda il caso dal No Tav Marco Ponti, sono assicurati - la Francia ha accettato di bloccare gli appalti che avrebbero consentito la ripresa dei lavori. Ma omette che il ministro francese gli ha imposto un termine preciso per non perdere i finanziamenti europei previsti per l’Alta Velocità.

Il ministro delle No Infrastrutture, porta a casa almeno una pausa, nel segno delle decisioni di un “governo del cambiamento” sempre post-datate, come un assegno cabriolet. Intanto il Paese si sta fermando, cresce la disoccupazione, le allegre prospettive di crescita del governo sono smentite dai numeri, che purtroppo non sono astrazioni politiche o ideologiche, mentre lo spread resta su un'insostenibile quota 300. Se questo è “il cambiamento”…

Economia
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