Lufthansa, perdite per un milione di euro all’ora

| La principale compagnia aerea europea sta trattando un piano di salvataggio con il governo tedesco, ma gli analisti non sono convinti

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La Lufthansa è – o meglio, era – uno dei padroni dei cieli: prima compagnia aerea europea, settima al mondo, con una flotta di 340 velivoli e 117mila dipendenti. Ma ora, azzerata di colpo dalla pandemia che ha svuotato le strade ma anche il cielo, è costretta a trattare con il governo tedesco i termini di un accordo di salvataggio, ultima speranza per evitare il fallimento.

Il gruppo aereo ha tenuto la sua prima assemblea generale annuale virtuale martedì, svelando una perdita di 1,2 miliardi di euro nel primo trimestre dell’anno, ma soprattutto dipingendo un quadro desolante sulle prospettive future dell’aviazione civile.

Ma la compagnia tedesca non è la sola: secondo “Bloomberg”, il governo svizzero ha accettato di garantire l’85% di un pacchetto di prestiti di 1,5 miliardi di dollari per i suoi vettori, mentre secondo il settimanale tedesco “Der Spiegel” Lufthansa starebbe negoziando con il governo tedesco un piano di salvataggio da 10 miliardi di euro che consegnerebbe al Paese il 25,1% della compagnia e un posto nel consiglio di vigilanza. “Il sostegno del governo tedesco sarebbe un passo decisivo per la nostra futura redditività - ha scritto il comitato esecutivo in una nota - la competitività e la capacità di investimento continuano ad essere importanti requisiti”.

Ma gli analisti storcono il naso, temendo che l’interferenza del governo possa ostacolare la capacità della compagnia di mettere in pratica un programma di ristrutturazione che ridurrebbe la flotta del 13% e potrebbe comportare la perdita di 10.000 posti di lavoro: circa due terzi del personale, più di 80mila persone, ha già contratti con orario ridotto. L’amministratore delegato del gruppo, Carsten Spohr, ha sottolineato che Lufthansa vuole preservare la sua “libertà imprenditoriale di decisione e di azione. Abbiamo necessità del sostegno del governo, ma non abbiamo bisogno di una gestione governativa”, ha riferito agli azionisti in videoconferenza.

Diversi importanti vettori in Europa e negli Stati Uniti sono alla ricerca di fondi fra gli investitori e i salvataggi governativi, pur di sopravvivere a una crescente crisi finanziaria causata dalle restrizioni di viaggio. Queste sono arrivate in massima parte a fronte di precise condizioni, tra cui accordi per ridurre le emissioni di carbonio e un divieto temporaneo di licenziamenti. In un comunicato ufficiale, la compagnia low cost “Norwegian Air” ha annunciato un aiuto di stato pari a 3 miliardi di Corone norvegesi (288,7 milioni di dollari), dopo che gli obbligazionisti hanno accettato di convertire quasi 1 miliardo di dollari del debito in azioni, e gli azionisti hanno dato il via libera per emettere più azioni. I prestiti statali francesi per 7 miliardi di euro concessi il mese scorso ad Air France-KLM includono nuovi impegni per dimezzare le emissioni di carbonio entro il 2024. Secondo un portavoce, ciò comporterà la sostituzione di metà della flotta a corto e medio raggio con aerei a minori emissioni di carbonio. Anche un portavoce di Lufthansa ha dichiarato la crisi scatenata dal coronavirus sta accelerando la graduale eliminazione degli aeromobili più vecchi, ma questo significa che gli investimenti futuri, come quelli nei carburanti sostenibili, saranno molto più difficili: “Se vogliamo continuare anche in futuro il nostro impegno per la protezione del clima, è fondamentale recuperare la forza economica il più rapidamente possibile”.

Lufthansa sta bruciando le riserve di liquidità al ritmo di 1 milione di euro all’ora, ha ammesso il Ceo del gruppo: “Tutti i nostri sforzi sono stati annichiliti da un singolo evento globale, che nessuno avrebbe potuto prevedere”.

Le principali compagnie aeree europee hanno annunciato che nel complesso potrebbero andare perduti ben 35.000 posti di lavoro, in quanto costretti a ridurre le attività per un mondo in cui per lungo tempo le persone voleranno di meno. Fra le ultime “Virgin Atlantic”, che ha annunciato il taglio di oltre 3.000 posti di lavoro. “Il comportamento delle persone cambierà, sia in termini di viaggi di piacere che per affari. Di conseguenza, il trasporto aereo globale dovrà ristrutturarsi”.

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