Multa record e inchieste ma Facebook sale in borsa

| Cinque miliardi di multa, la più alta mai comminata in USA e nuove inchieste in vista, sulla posizione dominate dei giganti del we. Ma il il caso Cambridge Analytics è già in archivia. Il mercato premia Facebook

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Di Michael O'Brien

La borsa dà un responso chiaro. Dopo la multa record di 5 miliardi di dollari (il 10 per cento del fatturato 2018 di Facebook, pari a 56 miliardi), il titolo invece di scendere è sensibilmente salito. Fine della crisi. Ma restano gli interrogativi. Mr. Zuckerberg guarda già oltre: “Abbiamo la responsabilità di proteggere la privacy delle persone. Lavoriamo già duramente per far fronte a questa responsabilità, ma ora stabiliremo uno standard completamente nuovo per il nostro settore”, si legge in un post di Zuckerberg. “Abbiamo deciso di pagare una multa storica, ma ancora più importante, apporteremo alcune importanti modifiche strutturali al modo in cui costruiamo i prodotti e gestiamo questa società”, ha aggiunto, sottolineando come i cambiamenti messi in cantiere “vanno al di là di quanto richiesto dalla attuale legge statunitense”. La Federal Trade Commission statunitense ha annunciato di aver trovato l’accordo con il social network che chiude il caso aperto nel marzo 2018 dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, quando la società aveva “impropriamente condiviso” i dati di 87 milioni di utenti del social network. Ma partono altre altre inchieste delle istituzioni Usa, su ruolo di dominus dei giganti del web che sfiorano ormai il controllo assoluto di gran parte dell’economia globale.

L’accordo è stato approvato dalla FTC con i voti a favore dei tre membri repubblicani, e i due contrari dei membri democratici. Oltre alla multa, la più alta mai inflitta a una società informatica e che si aggiunge ai 100 milioni chiesti dalla Sec, l’autorità di borsa Usa, l’accordo prevede la creazione di una commissione indipendente che toglie al Ceo di Facebook il “controllo illimitato sulle decisioni riguardanti la privacy degli utenti”. Inoltre, è stato chiesta una maggiore supervisione sulle app di parti terze. “La multa record è stata pensata per punire non solo violazioni future ma, cosa più importante, per cambiare l’intera cultura Facebook legata alla privacy, al fine di abbassare le probabilità di violazioni continue”, ha commentato Joe Simons, il presidente della Ftc.

Per Jody Hunt, del dipartimento della Giustizia, l’obiettivo è “proteggere i dati dei consumatori e garantire che le aziende di social media come Facebook non ingannino le persone sull’uso delle loro informazioni personali”. Rohit Chopra, uno dei due membri democratici della FTC, non è invece soddisfatto. “Quando le società posso violare la legga, pagare multe salate ma continuare a essere in utile e a mantenere intatto il loro modello di utile, non si può cantare vittoria”, ha spiegato.E la risposta dei mercati è la risposta più eloquente.

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