"L'Italia si decida o addio Tav"

| Il ministro francese Borne lancia un ultimatum all'Italia, bloccata dalla commissione costi-benefici (l'ottava in tre anni) del ministro Toninelli. A Torino 1500 imprenditori da tutta Italia per sostenere la Tav Torino-Lione

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Il ministro francese dei Trasporti, Elisabeth Borne, chiede al governo italiano di decidere "rapidamente", "entro inizio 2019", se proseguire o meno i lavori della linea ad alta velocità Torino-Lione, altrimenti i lavori "saranno fermati".  Parlando ai cronisti a margine della presentazione di una legge sulla mobilità pubblica a Parigi, la ministra francese dei Trasporti ha detto che per quanto riguarda il progetto di tunnel transfrontaliero sul tracciato della Tav Torino-Lione "possiamo solo rispettare la posizione del governo (italiano,ndr.) che desidera prendere il tempo di fare nuove valutazioni". "Attendavamo uno studio questo autunno", ma ora, ha precisato Borne, si parla piuttosto di "inizio anno (2019,ndr.) e dovrebbe essere oggetto di un dibattito con delle istituzioni internazionali".

 

 

Una tabella di marcia, ha fatto sapere la ministra a Parigi, che "mi ha comunicato il mio collega", Danilo Toninelli. Poi: ”Bisogna essere consapevoli che i lavori avviati continuano, e che se non c'è una decisione all'inizio dell'anno 2019, i lavori saranno fermati". Borne ha quindi ricordato che l'Ue, che già finanzia il progetto al 40%, ha fatto sapere di essere pronta a salire al 50%. "Non voglio mettere fretta al nostro partner italiano", ma "ritengo che una decisione andrebbe presa rapidamente". E ancora: "Capisco chi trova che sia un'infrastruttura abbastanza gigante, al tempo stesso la Francia è molto legata alla realizzazione di questo progåetto che consentirà un trasporto delle merci più efficace e più rispettoso dell'ambiente", ha concluso. A breve1500 imprenditori, in arrivo da tutta Italia a Torino e in rappresentanza di diverse categorie, per dire "Sì alla Tav". La maggioranza comunale grillina ha confermato che il vicesindaco Montanari sfilerà con la fascia tricolore alla manifestazione No Tav dell'8 dicembre "perché siamo un comune No Tav”. E la finca Appendino. Sta alla finestra. Lei alla manifestazione, a cui sono stati invitati gli attivisti di tutti i NO del mondo, non ci sarebbe andata. Montanari, che è un ultras, invece, ci sarà, assieme a centri sociali ed anarchici.

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