Si chiude un’epoca: la «Colt» diventa ceca

| Il leggendario marchio di armi da fuoco americano, che ha scritto la storia della frontiera e accompagnato l’esercito statunitense in ogni conflitto, è stato acquistato al 100% dalla Ceska Zbrojovka

+ Miei preferiti
“Dio creò gli uomini diversi, la Colt li rese uguali”. Forse non c’è in circolazione un simbolo dell’America altrettanto efficace della “Colt”, la pistola della frontiera e del selvaggio West, dove la ragione stava sempre dalla parte di era il più veloce ad estrarla. Proprio per questo, l’America si sveglia di malumore, scoprendo che uno dei suoi simboli è andato per sempre, svenduto all’estero. Non c’è da stupirsi: la gloriosa Mini di inglese non ha più nulla, e la metà dei marchi di moda italiani non battono bandiera tricolore da tempo. È la legge del mercato e degli affari, che non sanno cosa sia la nostalgia.

Ma certe cose fanno male, perché insieme ai Winchester, la Colt è sempre stata al fianco della bandiera a stelle e strisce, punto fermo della fantasia di tutti i bambini del mondo, che chiudendo le dita fino a formare una pistola hanno giocato a sfidare gli indiani, che allora erano i nemici per antonomasia, perché così li dipingeva il cinema.

La Colt 45, e il Winchester 73 hanno realmente scritto la leggenda, una pagina dopo l’altra: è un colpo partito dalla Colt dello sceriffo Pat Garrett, a fermare per sempre la corsa impazzita di Billy the Kid. Copione identico a quello di un altro bandito come Jesse James, ucciso dalla Colt di Bob Ford. Ed era sempre una Colt, a precedere la fama sinistra di John Wesley Hardin: 45 morti accertati secondo le cronache di allora, un killer imbattibile ucciso con un colpo alle spalle perché nessuno poteva sperare di batterlo guardandolo negli occhi. Erano Colt anche quelle in dotazione al 7° Cavalleria di George Armstrong Custer, ma non bastarono a fermare il massacro di Little Big Horn, la più celebre battaglia delle guerre indiane, quella che finì per far saltare i nervi alla Casa Bianca. Ed erano Colt, per finire, quelle che spuntavano dalle fondine di Kit Carson, Wyatt Earp, Doc Holliday, Butch Cassidy, Pat Garrett e Calamity Jane. Senza quelle, non sarebbero diventati leggende.

La pistola simbolo dell’epopea della Frontiera era nata nel 1835 su idea di Samuel Colt, figlio di umili contadini del Connecticut. Appassionato di armi, mentre lavorava nella fabbrica di armi da fuoco di Ely Whitney Colt era riuscito a sviluppare un rivoluzionario il “revolver”, un modello di pistola con tamburo rotante capace di sparare cinque colpi a ripetizione. Dotato di talento per la meccanica e capacità imprenditoriale, Colt si mette in proprio e diventa il primo a riuscire a produrre armi in serie dalle parti che potevano essere sostituite con facilità. Da allora, le sue armi ha accompagnato ogni guerra e conflitto americano, dalla prima guerra mondiale a Vietnam e Corea, diventando l’arma di ordinanza delle “United States Armed Forces” fino agli anni Ottanta, quando viene sostituita dall’italiana Beretta. Grazie ai duraturi contratti di fornitura con l’esercito statunitense, Samuel Colt morì nel 1862 come uno degli uomini più ricchi del mondo.

La sua azienda andò avanti lo stesso, imboccando una discesa inarrestabile che nel 2015 è culminata nella bancarotta. Ora, sei anni dopo quella che gli americani avevano vissuto come una ferita dell’anima, si apre un altro capitolo, non meno doloroso: ciò che resta della “Colt’s Manufacturing Company” è stato acquistato dalla “Ceska Zbrojovka”, produttore d’armi ceco con 1.650 dipendenti che ha annunciato l’acquisizione del 100% della partecipazione del gruppo americano e della filiale canadese per 220 milioni di dollari, attraverso l’emissione di oltre un milione di azioni ordinarie. “Siamo fieri di includere Colt e i suoi 175 anni di storia nel nostro portafoglio - ha commentato il presidente del Consiglio di amministrazione del gruppo ceco Lubomir Kovarik – è un passo strategico per entrambe le compagnie e parte integrante dei nostri progetti: vogliamo diventare il gruppo leader nell’industria mondiale delle armi e partner chiave per le forze armate. Siamo orgogliosi di poter includere Colt, che da 175 collabora spalla a spalla con l’esercito americano, nei nostri asset”.

Galleria fotografica
Si chiude un’epoca: la «Colt» diventa ceca - immagine 1
Si chiude un’epoca: la «Colt» diventa ceca - immagine 2
Si chiude un’epoca: la «Colt» diventa ceca - immagine 3
Si chiude un’epoca: la «Colt» diventa ceca - immagine 4
Si chiude un’epoca: la «Colt» diventa ceca - immagine 5
Economia
Che fine ha fatto Jack Ma?
Che fine ha fatto Jack Ma?
Del fondatore del colosso “Alibaba” si è persa ogni traccia dallo scorso ottobre. Ma per gli esperti è solo l’ultimo dei miliardari cinesi su cui Pechino ha alzato il tiro
La crisi dell’impero di Topolino
La crisi dell’impero di Topolino
La colossale “Walt Disney Company” ha annunciato di dover rivedere al rialzo il numero di licenziamenti previsti: parchi a tema e cinema chiusi costeranno il lavoro a 32.000 dipendenti
Disney, 28mila dipendenti a casa
Disney, 28mila dipendenti a casa
Si tratta soprattutto di contratti part-time di personale delle divisioni parchi e resort, costretti alla chiusura da troppi mesi. L’utile operativo è sceso del 58% rispetto al 2019, con un miliardo di dollari di perdite
In vendita i carrelli delle bibite per fare cassa
In vendita i carrelli delle bibite per fare cassa
In piena crisi di liquidità, la compagnia di bandiera australiana “Qantas” ha deciso di vendere i “bar carts” pieni di vino, snack e kit di cortesia. È stato un successo, ma anche la fine di un’epoca
L’economia cinese è in crescita
L’economia cinese è in crescita
È l’unica economia al mondo a mostrare chiari segni di ripresa e a registrare maggiore fiducia dei consumatori, aumento della produzione industriale e picchi di vendita di auto e immobili
L’Australia è in recessione
L’Australia è in recessione
Dopo tre decenni di crescita che l’avevano spinta fra le più sane economie del mondo, la pandemia e prima ancora la stagione dei devastanti incendi hanno ridotto il Pil, i consumi e il turismo
La Gran Bretagna potenza globale, l’incubo di BoJo
La Gran Bretagna potenza globale, l’incubo di BoJo
Il sogno del premier di liberarsi della UE per stringere accordi commerciali con il resto del mondo si sta infrangendo: la Brexit è vicina al "no deal", con gli Stati Uniti nulla di fatto e le tensioni con la Cina aumentano
Il club dei milionari che chiede più tasse
Il club dei milionari che chiede più tasse
Sono 83 fra le persone più ricche del pianeta, e hanno firmato una petizione in cui chiedono ai governi maggiori tassazioni sulle loro fortune. Nell’elenco nessun italiano
Streets of London
Streets of London
Il Regno Unito riapre i battenti, ma la sua capitale – una delle metropoli più frizzanti del mondo - potrebbe non essere più la stessa. Tanti i settori in crisi, e tante le speranze, ma con due incognite: il ritorno del virus e la Brexit
I colossi dei cieli alle corde
I colossi dei cieli alle corde
British Airways pronta a mettere all’asta parte della propria collezione di opere d’arte, Lufthansa annuncia l’accordo con i sindacati per una forma di “disoccupazione parziale”