"Siamo il Paese più povero
dell'America Latina"

| Caracas, l'economista Alvarado denuncia: "Con Maduro perso il 50 per cento della produzione, a luglio calo del 25 per cento". Produzione di petrolio ai minimi storici. Continui black out, le città al buio

+ Miei preferiti

Il membro della Commissione Permanente delle Finanze dell'Assemblea Nazionale, il deputato e economista Angel Alvarado, ha denunciato che nel primo semestre di quest'anno l'attività economica è diminuita del 25%. Lo ha detto durante la sessione ordinaria della Commissione Delegata del Parlamento tenutasi nel Palazzo Legislativo Federale. Lo scrive El Universal. Da quando Maduro ha assunto il potere, c’è stato un calo del 50,61% dell'attività economica del Venezuela. Un dato spaventoso e difficile da ricostruire perché il governo nasconde i dati della crisi, attraverso il reticente ufficio statistico della Banca Centrale del Venezuela. Cala l’economia e cala la produzione petrolifera (negli ultimi mesi del 25 per cento) e cisono continue chiusure di aziende, con i relativi licenziamenti di migliaia di persone. "Siamo diventati il paese più povero dell'America Latina, ora abbiamo più debiti e non c'è modo di pagare, questi debiti sono per più per le spese corenti, questo porta alla liquidazione dei beni della Repubblica", ha concluso l'economista Alvarado. 

La produzione di petrolio nel paese è scesa in agosto a una media di 1,23 milioni di barili al giorno (mbd), 2,8% (36 mila bd) in meno rispetto a luglio, secondo i calcoli pubblicati questo mercoledì dall'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC).

Il parlamentare Edgar Zambrano, ha affermato che con le nuove misure economiche annunciate dal presidente Maduro, tra cui il nuovo cono monetario entrato in vigore il 20 agosto e il nuovo stipendio stabilito dal governo (1.800 bolivar sovrani), "la scala salariale viene eliminata, eliminata la meritocrazia, l'anzianità e la professionalizzazione”. Un delirio.

Il parlamentare Jorge Millán ha denunciato, dati alla mano, la situazione dell'industria petrolifera, che “produce appena 1.200.000 barili al giorno”. 

E intanto prosegue la catena di black out energetici (nella foto)  a Caracas e dintorni. In tre quartieri niente luce con la società statale incapace di dare informazioni ai cittadini rimasti al buio. A luglio lo stop aveva bloccato per ore la metropolitana e la gente si era riversata in strada per una manifestazione spontanea contro il regime di Maduro, che ha spedito la polizia con lacrimogeni e manganelli. Anche con effetti comici. “Il numero due di Maduro stava pontificando sui successi economici della nuova strategia monetaria quando è mancata la luce e la trasmissione è stata sospesa”, raccontano nella comunità italiana. Maduro parla apertamente di “sabotaggio” da parte dell’opposizione ma la gente non ci crede. In realtà il sistema energetico del Paese sta andando in pezzi e nessuno fa più manutenzione. Non è raro che manchi anche l’acqua e il gas, mentre il flusso migratorio verso Bolivia, Perù, Brasile, Ecuador non accenna a diminuire. Sono oltre un milione le persone fuggite dalla miseria e dalle folle teorie del brain trust di economisti che circondano il presidente. “Non se ne può più, il regime sta implodendo senza l’aiuto di nessuno, anche che Cia o i soliti complotti yankee. Manca il pane, manca tutto”, denunciano gli imprenditori. Per comprare una sigaretta ci vogliono decine di migliaia di bolivar, idem per il cibo o un caffè. “Abbiamo bisogno dell’Europa, di tutto il mondo, per evitare il baratro”. Intanto Maduro, con il suo numeroso staff, è in viaggio verso la Cina per strappare qualche soldo e nuovi accordi commerciali.

 

 
 

Economia
Juve triste anche in borsa
Juve triste anche in borsa
Il titolo perde in modo pesante a Piazza Affari, dopo l’exploit della vigilia del ritorno dei quarti di finale di Champions
Verso l’aumento dell’Iva
Verso l’aumento dell’Iva
L’esecutivo diviso a metà fra chi la considera una soluzione possibile e chi invece assicura che non ci sarà. Ma l’ipotesi è già racchiusa nelle clausole di salvaguardia
Pecorino VS chewing-gum, la guerra dei dazi USA-UE
Pecorino VS chewing-gum, la guerra dei dazi USA-UE
Trump minaccia di colpire diversi prodotti europei, comprese molte eccellenze italiane, e la UE risponde con una black-list di valore addirittura superiore. C’è di mezzo la vecchia battaglia fra Airbus e Boeing
Dombrovksis, l’Italia paga scelte sbagliate
Dombrovksis, l’Italia paga scelte sbagliate
Il commissario europeo per la finanza accusa il governo in carica di non aver voluto ascoltare consigli e suggerimenti. Se deficit e debito pubblico non calano, si rischiano le procedure d’infrazione della UE
Vizi statali e pubblici debiti
Vizi statali e pubblici debiti
Dal recuperare l’oro delle monete alla tassa sul macinato, fino all’emissione inconsulta di titoli di stato a breve scadenza: le soluzioni di chi governa per ridurre l’indebitamento statale. Le differenze fra Italia e Francia
Paese che vai, corruzione che trovi
Paese che vai, corruzione che trovi
Un’organizzazione internazionale non governativa calcola il “Corruption Perceptions Index” (CPI) per quantificare il modo in cui viene percepita la corruzione in 180 nazioni. Tra gli stati più virtuosi numerosi quelli europei
The China Planet
The China Planet
Sono enormi le potenzialità di Pechino per penetrare nel tessuto economico del mondo occidentale e di conquistarne il controllo. Non soltanto con attività commerciali ma anche esportando armi: è quanto succede in Africa
Spicciati: progetti da pochi centesimi
Spicciati: progetti da pochi centesimi
L’idea di un’associazione, sposata in pieno dal ministro Centinaio, è di dotare le tabaccherie di contenitori in cui liberarsi degli ingombranti centesimi. Le somme serviranno per finanziare lavoro e progetti
Le isole dei tesori
Le isole dei tesori
Sono più d’una, e in realtà si chiamano paradisi fiscali. L’Ecofin ha appena aggiornato l’elenco, ma con dimenticanze macroscopiche
Tav, partono gli avvisi l'opera va avanti
Tav, partono gli avvisi l
Stamane via alla procedura per gli appalti el versante francese. La singolare esultanza dei grillini e dei media che li appoggiano