Trump-sanzioni, tappeti iraniani ko

| La Zollonvari occupa 5 mila dipendenti ma ad agosto, con le sanzioni in vigore, rischia il tracollo. Finisce il sogno dei tappeti colorati e intessuti dalle donne nomadi. "Colpire la creatività, ingiusto e crudele"

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Una delle industrie di esportazione più famose dell’Iran rischia il disastro quando le sanzioni americane ritorneranno in vigore il mese prossimo. L'industria tessile del paese impiega centinaia di migliaia di tessitori qualificati e guadagna centinaia di milioni di dollari in entrate dall'esportazione. La decisione del presidente Donald Trump di abbandonare l'accordo nucleare iraniano e di reintrodurre le sanzioni minaccia di uccidere anche un mercato che assicura una vita dignitosa ai suoi lavoratori. “I tessitori dovranno trovare altri mezzi per guadagnarsi da vivere, artigianato o di qualcosa di completamente diverso", ha detto Reza Zollanvari, il cui padre ha fondato i tappeti Zollanvari con sede a Shiraz.

Zollanvari impiega circa 5.000 tessitori per realizzare i suoi Gabbeh, tappeti che presentano motivi molto più semplici rispetto ai più intricati tappeti tradizionali iraniani. “Sanzioni ingiuste, chiunque possa opporsi alle opere d'arte e alla creatività, provoca tristezza, delusione e perdita di fiducia", ha detto Zollanvari. Le conseguenze si faranno sentire su tutta l'economia iraniana. “La produzione legata ai tappeti iraniani è davvero importante", ha detto Sanam Vakil, socio associato del Nord Africa e del Medio Oriente, a Chatham House, un think tank londinese. "Storicamente è stato molto forte e ha un alto grado di occupazione locale".

I tappeti Zollanvari sono tessuti da donne nomadi con lana tinta a mano in modo naturale.

Dopo la revoca delle sanzioni contro l'Iran da parte dell'amministrazione Obama nel 2016, le esportazioni di tappeti sono aumentate notevolmente. Tra marzo 2017 e gennaio 2018, tappeti per un valore di 336 milioni di dollari sono stati venduti per l'esportazione - secondo l'Iran National Carpet Center - con gli Stati Uniti come destinazione principale. Reza Zollanvari, la cui famiglia produce tappeti da sei generazioni, ha un’idea assai precisa di cosa accadrà quando le sanzioni ritorneranno il 6 agosto. Otto anni fa erano state imposte sanzioni all'Iran dopo che le Nazioni Unite avevano scoperto che stava segretamente perseguendo un programma di armi nucleari. E gli effetti sul tessile furono diastrosi. Zollanvari ha ricominciato a spedire tappeti negli Stati Uniti nel gennaio 2016, quando le sanzioni sono state allentate. Fino al 2010, Zollanvari produceva 3.500 metri quadrati di tappeti all'anno per gli Stati Uniti, che costituivano il 20% della sua attività. A 521 dollari al metro quadrato, era un mercato redditizio.

"La nostra produzione è calata totalmente, anche in Europa, a causa di restrizioni bancarie e di cassa, l'invio di pagamenti in Iran è stato molto difficile", ha detto. Per aggirare le sanzioni, Zollanvari ha deciso di realizzare tappeti di seta in India, stabilendovi una base all'inizio del 2012. Poi è arrivata la revoca delle sanzioni nel 2016 e la firma dell'accordo internazionale sul nucleare.

"E' stato davvero un bel momento, abbiamo iniziato a realizzare tappeti più grandi, abbiamo invitato gli americani in Iran per mostrare in che modo i loro tappeti che si stavano realizzando. vendite erano salite a 2.000 metri quadrati”.

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