Un'ombra sinistra sull'economia italiana

| Il PIL ancora inferiore di oltre il 4% rispetto ai livelli ante-crisi del 2007. Si tratta delle più lunga congiuntura negativa nella storia del nostro Paese. Difficili le previsioni su quando e se si uscirà dalla stagnazione

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di Marco Belletti

Il Centro Promotor ha rielaborato alcuni dati Istat e della Banca d’Italia mettendo in evidenza come la crisi economica iniziata nel 2008 è per l’Italia la più lunga tra tutte quelle che si sono verificate nel nostro Paese dall’Unità a oggi. Il Centro Studi Promotor è una struttura di ricerca (specializzata sul mercato dell’automobile) che collabora con istituzioni pubbliche di ricerca macroeconomica e conduce ogni mese inchieste congiunturali sul mercato, principalmente quello dell’auto.

Dall’analisi effettuata da Promotor emerge che nessuna crisi è durata più a lungo di quella che stiamo vivendo, considerando il periodo tra il primo anno di calo del Prodotto Interno Lordo (PIL) e l’anno del ritorno al livello ante-crisi.

La crisi successiva alla Terza Guerra di Indipendenza (che risale al 1866) ebbe una durata di otto anni, dieci anni quella coincisa con la Prima Guerra Mondiale, sei anni quella del 1929 e infine la crisi collegata alla Seconda Guerra Mondiale durò dieci anni. Oggi il nostro Paese è invece già in recessione da undici anni e il PIL del 2018 è stato al di sotto del livello ante-crisi (quindi 2007) di oltre il 4 per cento.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “la lunghezza della crisi attuale e la nuova entrata in recessione del sistema economico italiano con i due cali consecutivi del PIL che si sono avuti nel terzo e nel quarto trimestre del 2018, getta un’ombra sinistra sul futuro dell’economia italiana”.

Le conclusioni di Quagliano sono decisamente negative: “Pare oggi infatti molto difficile prevedere quando si tornerà ai livelli ante-crisi e non si può escludere l’ipotesi che l’economia italiana sia entrata in una fase di stagnazione di lungo periodo né si può escludere l’ipotesi ancora peggiore che la tendenza secolare alla crescita che ha caratterizzato l’economia italiana dal 1861 al 2007 si sia invertita”.

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