Aggressioni in serie, la rabbia degli agenti

| Due agenti della polizia penitenziaria aggrediti ad Alessandria, ormai non passa giorno senza violenze. La denuncia del sindacato Osapp: "Mancano strumenti idonei per difendersi". Appello ai politici: "Intervenite"

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Ancora due aggressioni a carico di agenti penitenziari. Un detenuto Italiano trentanovenne, in carcere per droga, ristretto nella sezione ordinaria a regime aperto, ha aggredito, senza motivo, due agenti della polizia penitenziaria. E’ accaduto nel carcere San Michele di Alessandria. Sono stati medicati in ospedale ad Alessandria dove sono stati dimessi entrambi, con una prognosi di giorni 5 (cinque). Lo stesso detenuto si era reso responsabile di episodi analoghi anche in altri Istituti penitenziari. E’ il secondo episodio di grave violenza nell'arco di pochissimi giorni.

"AGENTI ABBANDONATI AL LORO DESTINO"

Denuncia il segretario generale Osapp, Leo Beneduci: "Questo episodio dimostra come i poliziotti penitenziari sono sempre più soli e abbandonati a loro stessi per fronteggiare le violenze, in termini di organici di strumenti operativi e di considerazione in primo luogo da parte delle autorità penitenziarie in sede locale e nazionale che oltre alla complessiva disorganizzazione dei servizi del personale rivolgono le loro attenzioni esclusivamente alla popolazione detenuta in un clima di assoluto permissivismo. Quanto accaduto, dimostra il fallimento della sorveglianza a regime aperto che produce solo violenza gratuita e gravi pericoli per il personale che vi presta servizio. Non resta che augurarci – spiega ancora Beneduci – che una nuova politica penitenziaria sia posta in essere da una compagine governativa con progetti e volontà del tutto diversi da quelli della attuale, a tutela oltre che del personale di Polizia degli interessi della collettività nazionale in tema di giustizia, sicurezza e certezza della pena”. 

IL SISTEMA? NON FUNZIONA

Il sindacato prende lo spunto della catena innumerevole catena di aggressioni per un’analisi più a largo raggio: "Mai come in questo periodo la convivenza e la funzionalità del sistema penitenziario, in particolare nel Distretto Piemonte Liguria e Valle d'Aosta risultano alterate dall'altissimo numero di aggressioni, e quindi, di ferimenti inferti da detenuti nei confronti della polizia penitenziaria. In misura pari ad almeno il 30% in più rispetto allo stesso periodo del decorso anno 2017 ed in base a dati che purtroppo non considerano gli episodi di minore entità e la cui conoscenza permane circoscritta nell'ambito della singola struttura penitenziaria". Ancora: “Rispetto agli episodi di violenza, i relativi procedimenti disciplinari in oltre il 70% dei casi si concludono con un nulla di fatto, anche per decorrenza dei termini oltre che per eccessiva accondiscendenza, rendendo palese una condizione di sostanziale immunità che implicitamente legittima invece di reprimere tali eventi. E' ovvio - conclude Beneduci - con particolare riferimento ai partiti che andranno comunque a costituire la nuova coalizione di governo, che in entrambe le situazioni indicate si rendano necessari correttivi urgenti anche rispetto alla esigenza che gli agenti penitenziari non siano più costretti a difendersi da tali condizioni senza alcuno strumento idoneo e praticamente a mani nude rispetto a chi invece agisce armato di oggetti contundenti e armi da taglio rudimentali”.

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