"Caro ministro, il carcere di Aosta è allo sfascio..."

| Lettera aperta alle istituzioni sullo stato del carcere di Aosta. La firma il vice-segretario regionale Osapp Carmelo Passafiume. Dalla legionella alla scarsa disciplina dei carcerati, tra ritardi e polemiche

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Sulle gravi condizioni in cui versano le carceri italiani ci sono ormai, con cadenze quotidiane, le proteste dei sindacati della polizia penitenziaria ma questa volta, a proposito dell’istituto di pena di Aosta, il vicesegretario regionale Osapp Carmelo Passafiume, ha preso carta e penna e ha scritto una dura lettera aperta al ministero della Giustizia con toni accorati e preoccupati.

“Vogliamo documentare tutta una serie di gravi fatti che non dovrebbero mai accadere in un Istituto Penitenziario della Repubblica, e soprattutto non li meritano il personale di Polizia Penitenziaria che vi fa servizio. Ci riferiamo al caso legionella ove l’ennesimo direttore in missione ha gestito l’emergenza in maniera quantomeno discutibile se non altro. Basti pensare che alla data odierna , seppure a suo dire non vi siano pericoli, si continua a distribuire acqua minerale. Ci riferiamo al fatto che a fronte della gravità di infrazioni disciplinari e non, commesse dai detenuti, si contini a comminare sanzioni blande. Un esempio? L’aggressione di cui si è reso protagonista un detenuto ai danni di un agente, prevede , a norma di legge che l’aggressare possa restare in isolamento in attesa di giudizio disciplinare. Si è invece preferito spostare il collega, forse per non irritare il detenuto. Che dire poi delle petizioni dei detenuti , volte ad ottenere la rimozione di un collega troppo zelante? Detenuti subito accontentati , e agente spostato ad altro servizio. E quando non ci saranno altri agenti di polizia penitenziaria, chi sarà allontanato?? E dove? Perche i firmatari della petizione non sono stati sottoposti a procedimento disciplinare? Perché si continuano ad ignorare la nostre richieste di incontro tra noi e il Provveditore Regionale Cosa aspettate ? che i detenuti prendano loro il controllo dell’istituto, se gia non lo hanno fatto? Non va di certo meglio a livello Regionale , con la promessa del provveditore del 21 settembre 2017 di assicurare un direttore non ha trovato soluzione. Dulcis in fundo, dal Provveditorato regionale vengono inviati a questo Istituto detenuti che sono stati giudicati e condannati per fatti accaduti all’interno della Casa Circondariale in seguito alle denunce del personale tuttora in servizio. Detenuti assegnati coinvolti in gravi atti di violenza contro altri reclusi ancora in questo istituto. Detenuti la cui attività lavorativa è stata sospesa per gravissimi comportamenti nei confronti di un agente che non è ancora stato trasferito, Perchè? Anzi, il collega coinvolto è stato spostato ad altro posto di servizio. Per i profani spieghiamo che il divieto d’incontro è una misura di uso comune si…ma solo tra detenuti. Alla Casa Circondariale Aosta ora vige anche tra detenuti e operatori. Caso unico in Italia. Strano però. Quando le minacce hanno interessato un funzionario civile, il detenuto che le aveva formulate, è stato però trasferito immediatamente. Strano davvero. Da questa situazione sconfortante non possiamo che chiedere aiuto alla politica regionale soprattutto a chi ha sempre dimostrato sensibilità verso i problemi della polizia penitenziaria . Sarebbe opportuno che i problemi segnalati siano affrontati e risolti al più presto, con la speranza che non sia già troppo tardi".

 
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