Far West in carcere, record di agenti feriti

| Presi a morsi, colpiti da testate, aggrediti senza ragione. Il sindacato Osapp denuncia una situazione ormai fuori controllo. Sotto accuse le politiche del Dap: "Colpa della disorganizzazioni e carenze di organico"

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L'ultima aggresione è avvenuta al Lorusso-Cutugno di Torino domenica scorsa: nel reparto osservazione psichiatrica del Padiglione “A”, un detenuto di 20 anni - in carcere per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni - è stato colto da un raptus improvviso, "iniziando a colpire con pugni in faccia e alla schiena due agenti", recita il rapporto affidato all'amministrzione.  Entrambi i poliziotti sono dovuti ricorrere alle cure mediche dell'ospedale Maria Vittoria di Torino: prognosi di dieci giorni. E commenta Leo Beneduci, segretario generale Osapp: “E’ l’ennesimo episodio che vede vittime ingiustificate e di un sistema perverso e privo di risultati per la collettività, qual è il sistema penitenziario dei fedeli servitori dello stato quali sono i poliziotti penitenziari? Se qualcuno immagina che tali violenze accadano perché fanno parte del rischio professionale non solo si sbaglia di grosso". 

Pochi giorni prima un altro agente di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Torino era stato aggredito a morsi da un detenuto di 44 anni, recluso per lesioni personali e minacce. "Per motivi ancora da accertare - è scritto nel solito rapporto - il prigioniero ha morso il dito della mano sinistra del poliziotto, che è dovuto ricorrere alle cure mediche. L'aggressore è stato quindi tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate". Di nuovo Beneduci, che questa volta chiede "di dotare il personale di polizia di strumenti idonei, come ad esempio lo spray antiaggressione".

Da Torino a Saluzzo, carcere "Morandi": "Nella sezione ordinaria con regime aperto, un detenuto trentenne, fine pena nel 2021, con passaporto della Costa d’Avorio, ha tirato all’improvviso una testata a un agente, senza apparente motivo". Il poliziotto è stato medicato al Pronto soccorso. "Quattro giorni dopo - denunciano esasperati i sindacalisti - si è registrato l’ennesimo tafferuglio tra detenuti: sempre nella stessa sezione. un detenuto Italiano di trentanove anni, appartenente al circuito detentivo "Media Sicurezza", ristretto nella 3^ sezione detentiva ordinaria in cui vige il regime aperto, aggrediva il suo compagno di cella sferrando un violento pugno all'occhio sinistro, tanto che si è reso necessario il trasporto urgente in Ospedale dell'aggredito, detenuto settantenne di nazionalità Italiana. Ancora Beneduci: "Questo episodio dimostra come i poliziotti penitenziari siano sempre più soli e abbandonati a loro stessi nel fronteggiare simili eventi, in termini di organici di strumenti operativi e di considerazione in primo luogo da parte delle autorità penitenziarie in sede locale e nazionale, oltre alla complessiva disorganizzazione dei servizi del personale rivolgono le loro attenzioni esclusivamente alla popolazione detenuta. Solo grazie al pronto e professionale intervento del personale di Polizia Penitenziaria in servizio è stato tratto in salvo il detenuto".

Conclusione: "Non resta che augurarci - chiude l'Osapp - che una nuova politica penitenziaria sia posta in essere da una compagine governativa con progetti e volontà del tutto diversi da quelli attuali, a tutela oltre che del personale di Polizia degli interessi della collettività nazionale in tema di giustizia, sicurezza e certezza della pena". Speriamo.

 
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