"Adesso almeno i miei figli sono liberi"

| Morto anche il secondo bambino gettato dalle scale dalla madre detenuta a Rebibbia. Sospesa la responsabile della sezione nido. Inutile il gesto coraggioso di un agente che aveva cercato di salvare il piccolo. Si cerca il padre

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"Adesso finalmente i miei figli sono liberi". La madre detenuta a Rebibbia, di origine tedesca, ha spiegato così la sua decisione di uccidere i suoi due figli, detenuti con lei in una cella della sezione nido di Rebibbia. Li aveva entrambi gettati dalla scale ripidissime del carcere. Una neonata di 7 mesi nata all'interno della struttura era morta sul colpo; l'altro, un bimbo di due anni, portato in fin di vita al Bambin Gesù, è morto ieri. Un coraggioso agente era riuscito a fargli da scudo mentre la madre lo lanciava nel vuoto, ma è stato inutile. La direttrice della sezione è stata sospesa dal suo incarico, mentre è in corso un'inchiesta per ricostruire quanto è accaduto. La donna aveva in programma di incontrare i suoi familiari, quando è stata colta da un raptus omicida. Il pm Maria Monteleone, coordinatore del pool dei magistrati che si occupa dei reati sui minori, ha aperto un’indagine per omicidio e tentato omicidio. I testi hanno confermato la prima ricostruzione: "Un gesto improvviso, nessuno ha potuto fermarla", hanno detto.

Duro il segretario generale Osapp Leo Beneduci: “Si tratta del terzo decesso avvenuto nel Lazio in soli due giorni. Quanto accaduto denota condizioni di sofferenza e disagio indicibili. Riteniamo che il problema del funzionamento e dei risultati del carcere in Italia vadano affrontati in maniera maggiormente competente e responsabile rispetto a quanto fatto fino ad oggi, anche tenuto conto che in relazione alla drammaticità delle condizioni di lavoro e di vita nelle attuali strutture penitenziarie italiane la politica dei solo annunci fino ad oggi attuata funziona poco. Altrettanto evidente - conclude Beneduci - è il fatto che la grave carenza di organico che ha determinato a causa del precedente governo la perdita di 5.000 poliziotti penitenziari debba cessare e che proprio per far fronte alle migliaia di eventi critici che hanno caratterizzato la situazione carceraria del'ultimo anno debba avere una immediata integrazione delle proprie disponibilità non inferiore alle 3.000 unità".

 

 

 

 

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