BOLLETTINO DI GUERRA
5000 agenti aggrediti in 12 mesi

| Detenuto nel carcere di Sulmona aggredisce quattro agenti e ne ustiona uno lanciandogli olio bollente. In 12 mesi sono 5000 episodi di violenze contro gli operatori della polizia, 1200 feriti, 13 attacchi ogni 24 ore

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"Sono cifre al ribasso", denuncia il segretario generale Osapp Leo Beneduci e intanto filtrano nuove notizie su altre aggressioni. Accade a Turi dove un detenuto italiano al termine dell'orario del colloquio con i propri familiari, si è rifiutato di ritornare in cella ed ha aggredito violentemente il poliziotto penitenziario che lo invitava a rientrare. Successivamente, un Ispettore di polizia penitenziaria intervenuto in soccorso del collega veniva a sua volta aggredito da altri due detenuti davanti ai familiari con i loro bambini; costoro si rifiutavano a loro volta dei rientrare in cella. I due agenti venivano accompagnati al Pronto Soccorso per le cure del caso. Leo Beneduci, segretario generale Osapp: "Anche quest’ultimo episodio in un carcere quale quello di Turi di non eccessive dimensioni e sovraffollamento, rende pienamente l’idea dello stato di crescente tensione e invivibilità che connota il sistema penitenziario Italiano".

Sono 5 mila i casi di agenti aggrediti in un anno, con 1200 feriti che hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici, con prognosi anche serie. Nelle ultime ore un agente della polizia penitenziaria, 47 enne, originario di Chieti, era rimasto ustionato da olio bollente che un detenuto gli ha lanciato contro durante il giro di controllo. E altri due feriti, fatto recentissimo, nel carcere di Turi. E’ successo nel carcere di Sulmona nella sezione speciale dove si trovano i detenuti più pericolosi, nel settore Alta Sicurezza. Durante l’aggressione sono intervenuti a difendere il collega altri due poliziotti penitenziari, anche loro rimasti feriti in maniera più lieve e medicati al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, mentre il collega è stato operato nel reparto Chirurgia dello stesso ospedale. Dai primi controlli i medici hanno garantito che non ci saranno segni permanenti sul corpo e sul viso. Uno dei feriti ha dichiarato che si tratta di una sconfitta delle istituzioni. Il sindacato Osapp ha inviato una dura lettera di protesta al ministro Bonafede, denunciando l’ennesimo episodio di violenza ai danni degli agenti.

Da Sulmona a Genova. Nella Casa Circondariale di Genova Marassi, durante i controlli dei familiari per i colloqui, una donna di origini ecuadoriana con un figli piccolo, ha cercato di introdurre, occultata nelle parti intime, alcune dosi di eroina. La donna è stata denunciata a piede libero. Ancora Beneduci: “E il frutto dell’attività di controllo di routine, in nome della legalità, condotta dalla Polizia Penitenziaria che nonostante la scarsa considerazione e la quotidiana perdita di ruolo per colpa di una istituzione che non ne riconosce il valore in difesa della collettività continua a svolgere il proprio dovere in realtà quali quella si Marassi in cui si è purtroppo ad un passo dal sopravvento della popolazione detenuta a discapito delle regole della civile convivenza”.

 
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