41 morti nel rogo dell’aereo di Mosca

| Il bilancio definitivo dell’atterraggio di emergenza è pesante: più della metà dei passeggeri non ce l’hanno fatta e cinque feriti gravi lottano in ospedale. Putin ordina un’inchiesta per stabilire le cause

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Il bilancio finale del tragico rogo dell’aereo passeggeri “Sukhoi” della “Aeroflot” che ieri sera ha preso fuoco toccando la pista dell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, è più grave del previsto: 41 morti su 78 persone a bordo fra passeggeri ed equipaggio, evacuati attraverso gli scivoli di emergenza.

Il volo Aeroflot SU 1492 era al secondo tentativo di atterraggio di emergenza dopo aver accusato un guasto al momento del decollo, pochi minuti prima: quando ha toccato terra con il carrello, le fiamme si sono immediatamente sviluppate nella parte posteriore, avvolgendo il velivolo in un fumo nero e denso.

Secondo i primi rapporti, il “Superjet 100” era in volo da Mosca a Murmansk, una città russa nel circolo polare artico, quando un’emergenza a bordo lo ha costretto a tornare indietro. L’agenzia di stampa russa “Interfax” parla di “perdita di comunicazione causata da un fulmine” che avrebbe convinto i piloti a rientrare all’aeroporto Sheremetyevo. Ma si tratta di supposizioni: al momento nnn è stata ancora fornita alcuna causa ufficiale.

Il video dell’incidente, diventato virale immediatamente, mostra la fase finale dell’atterraggio poco prima di toccare terra, con un drammatico “rimbalzo” seguito dalle fiamme.

Trentasette i sopravvissuti, cinque dei quali sono attualmente ricoverati in ospedale, ha confermato Elena Markovskaya, portavoce del pool investigativo russo. Fra le vittime ci sarebbe un cittadino americano.

Aeroflot, compagnia di bandiera russa, ha diffuso un elenco “incompleto” di 33 sopravvissuti, compresi i nomi dei cinque passeggeri ricoverati in ospedale. In una serie di brevi lanci sul proprio sito web, ha riferito che l’aereo è stato evacuato in appena 55 secondi, rispetto a tempi considerati fisiologici pari a 90 secondi. L’equipaggio “ha fatto tutto quanto in suo potere per salvare vite umane e fornire assistenza di emergenza a coloro che sono coinvolti. Purtroppo, non sono stati in grado di salvare tutti coloro che erano a bordo”. Il capitano è stato l’ultimo a lasciare l'aereo in fiamme, ha aggiunto la Aeroflot, che ha formulato le condoglianze alle famiglie delle vittime, annunciando anche che i parenti potranno raggiungere Mosca a spese della compagnia.

Il Sukhoi Superjet 100 è un aereo relativamente nuovo, essendo entrato in servizio solo a metà del 2011: oltre 100 modelli sono operativi in tutto il mondo. Il velivolo ha 100 posti ed è “una fusione delle celebri capacità di progettazione e produzione dell’aviazione russa, dotato dei più recenti sistemi aerospaziali di tutto il mondo”, recita la brochure dell’aereo. Nel 2012, il modello ha ottenuto il certificato di omologazione dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) e possiede anche certificati di sicurezza di numerose altre autorità aeronautiche.

Il presidente russo Vladimir Putin è stato informato dell’atterraggio di emergenza e ha ordinato un’indagine approfondita per scoprire le cause dell’incidente, ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov all’agenzia di stampa TASS. Il presidente “estende le sue profonde condoglianze a coloro che hanno perso i loro cari nell’incidente”. La Aeroflot ha anche attivato un’unità di crisi guidata dal CEO Vitaly Saveliev.

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