A processo per stupro e omicidio di una 13enne

| Tengono banco nel Regno Unito le fasi processuali per l’omicidio di Lucy McHug, una ragazzina uccisa da un 24enne che con lei aveva rapporti sessuali da almeno un anno

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Davanti alla Winchester Crown Court, Stephen Nicholson, 25 anni, infermiere di Southampton, continua a proclamarsi innocente, giurando di non essere l’omicida di Lucy McHug, una 13enne con cui aveva avuto rapporti sessuali.

In realtà, le prove contro di lui così tante che l’estremo tentativo di chiamarsi fuori non fa che aumentare contro di lui un’ondata di odio che attraversa per intero il Regno Unito e tiene bando sui tabloid, che alla storia continuano a dare ampio risalto.

Lucy era una tranquilla studentessa, figlia della padrona dell’appartamento affittato dall’infermiere: una bella ragazzina su cui Nicholson aveva messo gli occhi fin dall’inizio. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, aveva solo 12 anni quando l’uomo, con più del doppio dell’età, era riuscito a convincerla a fare sesso di nascosto insieme a lui. Ma Lucy, un anno dopo, si era stancata e aveva provato a troncare la relazione: una dimostrazione di forza che aveva fatto scattare la reazione rabbiosa dell’uomo, lasciato senza parole da un’adolescente. Il resto di questa storia fa parte dei verbali della polizia: nel luglio dello scorso anno, Lucy McHugh è morta dissanguata dopo essere stata abbandonata in un bosco a meno di tre km dalla sua abitazione. Stephen Nicholson è accusato di averla accoltellata diverse volte al collo e al tronco prima di lasciarla morire.

Ma lui continua a negare ogni cosa: di aver avuto una relazione sessuale, che vista l’età della vittima significherebbe altre accuse, di pedofilia e stupro, e soprattutto di averla uccisa.

Pochi giorni prima della morte dell’adolescente, Nicholson ha confidato a un amico che Lucy stava tentando di convincere la madre a buttarlo fuori dall’appartamento di Southampton che aveva preso in affitto più di un anno prima. Secondo l’amico, la ragazzina era parecchio arrabbiata con Nicholson, e più volte aveva urlato contro di lui frasi come “è tutta colpa tua” e “ricordati che sono io ad avere in pugno la situazione”.

In tribunale è emerso che la famiglia McHugh era a conoscenza di quella che pensava fosse una tenera amicizia: “Invece si trattava di una relazione sessuale iniziata nel maggio 2017 e continuata per più di un anno tra un uomo di 24 anni e una ragazza di 12”, periodo adolescenziale che secondo l’accusa è di estrema vulnerabilità. “Nicholson aveva la finestra della camera da letto di fronte a quella di Lucy. Ma lei era decisamente più matura della sua età, e dopo un primo periodo nell’ombra, pretendeva di avere tutte le attenzioni dell’uomo”.

Il 25 luglio dello scorso anno, Lucy è uscita dalla casa di famiglia verso le 9 del mattino, dopo aver detto al fratello di dover incontrare un’amica e che sarebbe tornata a casa più tardi. Diverse telecamere a circuito chiuso l’hanno ripresa mentre cammina verso l’appuntamento con il suo destino: l’ultima immagine è del sistema di videosorveglianza di un supermercato “Tesco”.  Sono le 9:30 del mattino, Lucy si dirige a passo svelto verso il Southampton Sports Centre per incontrare Stephen Nicholson, probabilmente per l’ennesimo chiarimento fra i due. Anche i movimenti dell’uomo sono stati fissati da alcune telecamere a circuito chiuso: si ferma in supermercato con la sua moto, compra una bibita e tre pacchetti di sigarette.

Intorno alle 9:45 del mattino, le telecamere a circuito chiuso del centro sportivo inquadrano un uomo, che l’accusa sostiene essere Nicholson. Il corpo di Lucy è stato trovato il giorno dopo da un dog-sitter in un’area boschiva: i suoi vestiti insanguinati erano stati gettati in un ruscello nelle vicinanze. Era stata pugnalata ripetutamente con una lama di 7 cm da qualcuno che “voleva ucciderla”.

“L'indagine ha permesso di stabilire un quadro completo degli eventi e del comportamento di Stephen Nicholson prima, durante e dopo il giorno dell’omicidio, il che rende l’accusa convincente. Una serie di prove hanno portato all’ovvia conclusione che il responsabile sia lui. Le prove raccolte hanno anche appurato una serie di reati sessuali commesso contro Lucy dall’anno prima dell’omicidio”. Dalle perquisizioni della polizia, è emerso che Stephen Nicholson avesse “un morboso interesse verso i minori, e in casa custodiva una collezione di coltelli”.

Il processo, che dovrebbe durare almeno sei settimane, continua.

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