Amsterdam, la rivoluzione del quartiere a luci rosse

| Dopo i silenzi del lockdown, i residenti chiedono un giro di vite al caos perenne che pesa sull’antico De Wallen. Ma le prostitute si oppongono alla creazione di un “hotel del sesso”

+ Miei preferiti
Ufficialmente, De Wallen è un pittoresco labirinto di viuzze medievali nel cuore più antico di Amsterdam. Ma quasi nessuno, del milione di visitatori che ogni mese affollava la zona, ci va per motivi artistici: sono gli isolati del celebre “quartiere a luci rosse” dove clienti e turisti sono attirati dalle celebri prostitute in vetrina, fra abiti succinti, locali ambigui, coffee shop e musei strani.

Una sorta di Disneyland del vizio diventata attrazione, che le autorità hanno sempre tollerato a fatica malgrado tutto sia a norma di legge: la prostituzione in Olanda è legale, basta non praticarla in strada.

Ma quando è arrivata la pandemia e i Paesi Bassi hanno imposto il lockdown, anche il “red lights district” di Amsterdam ha subito un duro colpo. Da un giorno all’altro si è trasformato in un quartiere fantasma, lasciando oltre 300 professioniste ufficialmente registrate senza alcun reddito per quasi quattro mesi. “Molte di loro - assicura Anna Felicia, fondatrice del “Red Light United” - sono state costrette a tornare nei paesi d’origine, quasi tutte nell’est europeo. E molte di quelle rimaste sono tornate sulla strada”.

Sebbene le lavoratrici del sesso potessero beneficiare di aiuti finanziari da parte del governo in quanto pagano le tasse, la sovvenzione mensile di 1.100 euro non era sufficiente a coprire i costi della vita nel centro della città. “La settimana in cui è iniziato il lockdown avevo sette appuntamenti con i clienti: ho perso circa 1.300 euro, poi ho smesso di contare”, ricorda la 66enne Anita.

“Alcune ragazze hanno mollato, erano spaventate dal rischio di infezione e dalla generale insicurezza sui guadagni - confida Eric Hamaker, proprietario della “Red Light Tax”, una società di contabilità che gestisce le finanze di molte lavoratrici del sesso - il governo olandese ha dato il via libera alla riapertura dei bordelli all’inizio di luglio, dopo aver inizialmente annunciato che sarebbero rimasti chiusi fino a settembre. Le prostitute sono obbligate a chiedere ai loro clienti se presentano sintomi del Covid e le nuove misure igieniche includono il lavaggio delle mani, il divieto di baciarsi e la massima limitazione possibile del contatto faccia a faccia. Ma senza il turismo sarà impossibile per le ragazze di mettere insieme un reddito decente”.

Amsterdam è da anni al centro di polemiche contro il turismo di massa: le petizioni dei residenti contro i rumori che vanno avanti tutta la notte, i rifiuti e i comportamenti indisciplinati dei turisti non si contano più. Adesso, incoraggiato dalla vista delle strade vuote e dall’atmosfera insolitamente tranquilla, chi vive nel centro della città chiede un cambiamento. Più di 30.000 residenti hanno firmato la petizione “Amsterdam ha una scelta”, che esorta le autorità cittadine a migliorare la qualità della vita dei residenti del centro e a limitare i pernottamenti dei 12 milioni di turisti annuali.

“Durante il lockdown la gente ha riscoperto la propria città, che mostrava in pieno il nervo scoperto: l’economia del centro è del tutto dipendente dal turismo - ricorda Martijn Badir, economista politico ideatore della petizione non siamo contro i turisti - ma il consiglio comunale dovrebbe fare di più per creare un migliore equilibrio tra residenti locali e gente di passaggio, per capire quale tipo di immagine vogliamo mostrare dopo la crisi”.

Contro la petizione si sono schierate le truppe delle professioniste in vetrina, accusate di essere l’epicentro del problema: “Il vero problema non siamo noi, ma gli addii al celibato e i voli EasyJet a prezzi stracciati. Ma i turisti torneranno, è un fiume che non si può fermare, a meno di non alzare un muro intorno ad Amsterdam”.

Prima che scattasse il lockdown, il sindaco di Amsterdam, Femke Halsema, stava già considerando una profonda revisione del Distretto a luci rosse nel tentativo di ridurre l’inciviltà e proteggere le lavoratrici del sesso da condizioni degradanti e sospetti che aleggiano sulla tratta di esseri umani. Halsema ha presentato quattro scenari per il quartiere che vanno dalla riduzione del numero di vetrine al trasferimento delle lavoratrici del sesso in una nuova sede. Ha anche suggerito l’apertura di un “hotel per la prostituzione”, aggiungendo che la ricerca di una nuova sede era ben avviata e che sul tema il consiglio comunale ha in programma un voto dopo l’estate.

Ma le lavoratrici del sesso si sono già opposte: “Portarci fuori dal centro sarebbe estremamente pericoloso. Quando finisci il turno alle 5 del mattino, ad aspettarti trovi una fila di rapinatori disposti a tutto. Non vogliamo trasferirci, qui ci possono vedere tutti, ed è questo che rende il nostro lavoro sicuro”.

Galleria fotografica
Amsterdam, la rivoluzione del quartiere a luci rosse - immagine 1
Amsterdam, la rivoluzione del quartiere a luci rosse - immagine 2
Amsterdam, la rivoluzione del quartiere a luci rosse - immagine 3
Amsterdam, la rivoluzione del quartiere a luci rosse - immagine 4
Esteri
Navalny: «Putin mi voleva morto»
Navalny: «Putin mi voleva morto»
“C’è lui dietro al mio avvelenamento”: la pesante accusa lanciata dal dissidente russo in un’intervista in cui ribadisce di voler tornare al suo posto in Russia
La scomoda verità delle spettacolari residenze inglesi
La scomoda verità delle spettacolari residenze inglesi
Dietro la bellezza a volte fiabesca di palazzi immersi nel verde, si nasconde il risvolto meno conosciuto dell’impero britannico, fra schiavitù e colonialismo. Luoghi che il “National Trust” ha censito, scatenando le polemiche
Francia, arriva il braccialetto anti-femminicidi
Francia, arriva il braccialetto anti-femminicidi
Entro la fine dell’anno sarà esteso a tutto il Paese: consente di verificare la posizione della persona soggetta a restrizioni e avvisa la possibile vittima allertando i soccorsi e la polizia
L’inverno rigido di mister Johnson
L’inverno rigido di mister Johnson
Il premier inglese precipita nel malcontento: l’aumento dei casi Covid, la disoccupazione che cresce e il crollo dei colloqui sulla Brexit sono questioni che stanno venendo a galla tutte insieme
GB, avvocata di colore scambiata per imputata
GB, avvocata di colore scambiata per imputata
Per ben quattro volte, Alexandra Wilson si è vista fermare e rimproverare perché in quanto donna di colore nessuno pensava potesse essere un avvocato, ma un’imputata
Le spese della Royal Family sotto la lente dei sudditi
Le spese della Royal Family sotto la lente dei sudditi
Andrea ha immolato una montagna di denaro partecipare ad un torneo di golf. E il viaggio in Africa di Harry e Meghan ha stabilito il record assoluto di spesa, mentre all’orizzonte spunta una strana voglia di politica della Markle
GB, torna la corsa alla carta igienica
GB, torna la corsa alla carta igienica
Il timore di un nuovo lockdown ha riproposto le stesse scene dello scorso marzo: code infinite davanti ai supermercati e scaffali vuoti. L’invito delle autorità alla calma non frena l’accaparramento
Gli enormi mal di testa di BoJo
Gli enormi mal di testa di BoJo
L’incubo del numero di infezioni in crescita, la poca voglia degli inglesi di ubbidire ancora, la Brexit da chiudere, la minaccia di un probabile lockdown, l’economia a pezzi: per il premier inglese si prepara un autunno infernale
GB, i curiosi casi dei boydguard sbadati
GB, i curiosi casi dei boydguard sbadati
Una guardia del corpo del ministro degli esteri Dominic Raab ha dimenticato la pistola sul sedile di un aereo. Pochi mesi fa, lo stesso aveva fatto un altro agente di scorta all’ex premier David Cameron. L’imbarazzo della polizia
Il ritorno dei Gilet Jaunes
Il ritorno dei Gilet Jaunes
Hanno sfilato lungo le strade di Parigi controllati da un mare di agenti: qualche tafferuglio bloccato dai lacrimogeni, e stessi slogan di mesi fa. Ma per le stampa francese è un ritorno sottotono