Andrea non avrà più agenti a proteggerlo

| La polemica sui costi della sicurezza di Harry e Meghan ha coinvolto anche il duca di York: secondo alcune fonti vicine a Scotland Yard, “spendere tanti soldi per qualcuno che non ha più ruoli pubblici è immorale”

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Contro di lui nessuno ha ancora formalizzato denunce: ci sono solo accuse, sospetti e più che altro le parole pesantissime di Virginia Roberts Giuffre, l’ex schiava sessuale di Jeffrey Epstein per tre volte costretta a finire a letto con lui. Ma il principe Andrea è quello che nella vicenda del miliardario pedofilo sta pagando di più: il “punching-ball” su cui tutti si sfogano.

La famiglia reale, un attimo prima di essere impegnata nella fuga di Harry e Meghan, ha deciso di metterlo da parte, costringendolo ad un sonoro passo indietro dagli eventi ufficiali. Anche le decine di aziende che lo appoggiavano nelle sue iniziative benefiche si sono date alla fuga una dopo l’altra, perché abbinare il proprio marchio ad un nome diventato pesante è rischioso e controproducente.

Ma ora, un’altra tegola è pronta a colpire la fronte del duca di York. Secondo fonti ben informate, il ministero degli interni avrebbe raccomandato un declassamento dell’apparato che garantisce la sicurezza del principe 24 ore su 24.

La questione, di cui si discute fra Buckingham Palace e i corridoi di Scotland Yard, pare ruoti intorno ad un concetto molto semplice: “Non è possibile spendere così tanto denaro per proteggere chi non ha più un ruolo pubblico”. Non è mai stato reso nota con precisione il costo dell’apparato di sicurezza del duca di York, e neanche si conosce il costo per la protezione dell’intera famiglia reale: si stima che ammonti a più di 100milioni di sterline all’anno, ma sono calcoli approssimativi.

La decisione finale su Andrea è nelle mani del Ministro degli Interni Priti Patel e, in ultima analisi spetta al Primo Ministro Boris Johnson. Ma è indubbio che il peso specifico dei dubbi di Scotland Yard sia pesante, specie in un momento in cui il costo della sicurezza dei reali è finito sotto i riflettori dopo il caso di Harry e Meghan, che nessuno ha intenzione di sostenere. L’esigenza di garantire la sicurezza dei “The Sussex” in Canada e in Gran Bretagna ha destato preoccupazione tra i vertici delle forze dell’ordine per l’impennata del budget. All’inizio di questa settimana è emerso che i costi degli spostamenti degli ufficiali addetti alla protezione reale sono aumentati di oltre un milione di sterline dopo il matrimonio della coppia. Il budget dei viaggi aerei per le guardie del corpo è schizzato verso l’alto, passando da 3,47 milioni di sterline del biennio 2016-17 a 4,62 milioni di sterline in quello 2018-19. Lo stesso accade per il salatissimo costo dei soggiorni in hotel degli agenti, aumentato da 1,12 milioni di sterline a più di 2 milioni. Diversi documenti pubblicati dal “Times” svelano che Scotland Yard è impegnata da anni nello sforzo di formare agenti specializzati per far fronte alle crescenti richieste di sicurezza della famiglia reale. E proprio per quanto riguarda la sicurezza del Principe Andrew, lo “Standard” ha rivelato che: “È stata ordinata una completa revisione della protezione di S.A.R. il Duca di York, dopo l’annuncio del suo ritiro dalle funzioni reali”.

Di colpo, Andrea si trova di fronte alla prospettiva di non avere guardie del corpo o di doverle pagare di tasca propria. Prima di finire nel fango, il duca di York ha fatto 30 viaggi all’estero per sostenere l’iniziativa “Pitch@Palace”, la fondazione che ha come scopo mettere in contatto imprenditori e potenziali investitori. La stima, è che gli spostamenti del suo team siano costati ai contribuenti più di 250mila sterline. “Durante quel periodo era accompagnato da cinque agenti armati”.

Dai Davies, ex capo del “Met Police’s Royal Protection Group”, ha dichiarato al Sunday Telegraph: “Proteggere un membro della famiglia reale all’estero è molto costoso”. Il quotidiano ha calcolato una spesa di circa 1.500 sterline al giorno per gli agenti della protezione, per un totale di 175mila sterline immolate nei 115 giorni che Andrew ha trascorso visitando 17 paesi tra cui Australia, Cina, Messico, Corea del Sud, Arabia Saudita e Bahrain. I voli sarebbero costati fino a 80mila sterline, a cui aggiungere altre spese come vitto e alloggio del personale, che aumentano a dismisura il conto finale.

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