Au revoir Sarko

| L’ex presidente della Repubblica francese Nicholas Sarkozy dovrò risponde in tribunale di corruzione e traffico di influenze. Ma altre inchieste si stanno concentrando sul suo nome

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Per i giornali transalpini sta per chiudersi a doppia mandata l’epopea di Nicholas Sarkozy, 23esimo presidente della Repubblica francese: primo occupante dell’Eliseo nato da genitori di origine straniera e primo anche ad essere nato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ma per contro, primo presidente a finire sotto processo nella storia della Quinta Repubblica francese. È la notizia che sta facendo il giro del mondo: Sarko dovrà difendersi in tribunale dalle accuse di corruzione e traffico di influenze che lo inseguono da tempo, e che in tutti i modi ha cercato di evitare presentando una serie di ricorsi, respinti uno dopo l’altro dalla Corte di cassazione francese.

Sulla testa di Sarkozy l’accusa di aver corrotto Gilbert Azibert, alto magistrato della suprema corte, tentando di ottenere attraverso il suo legale Thierry Herzog informazioni coperte da segreto istruttorio su due sue agende, finite sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti di Liliane Bettencourt, l’erede dell’impero L’Oreal. Sarko è sospettato di aver accettato somme di denaro dalla donna per la campagna presidenziale del 2007, quella che gli avrebbe aperto le porte dell’Eliseo. Nel 2013, l’ex presidente è stato scagionato dall’accusa di aver approfittato dell’ereditiera, fra l’altro una donna in età avanzata, ma attraverso alcune intercettazioni è invece stato confermato il tentativo di corrompere Azibert offrendogli un “prestigioso incarico” a Monte Carlo, dopo averne discusso al telefono con il suo legale di fiducia Thierry Herzog.

Ma questo non è l’unico guaio di Sarko: lo scorso marzo era stato fermato e interrogato a proposito di sospetti finanziamenti ricevuti dall’ex leader libico Gheddafi, ancora una volta per finanziare la campagna elettorale 2007. Un’altra incriminazione riguarda “l’Affaire Bygmalion”, com’è chiamata l’inchiesta che tenta di stabilire se ci fu frode o meno nel tentativo di alzare il tetto di spesa previsto per la campagna elettorale del 2012.

Per finire in bellezza con il caso più recente, quello che ha come protagonista più eclatante Michel Platini, finito agli arresti e poi rilasciato nelle scorse ore, riguardo ai sospetti che aleggiano sull’assegnazione dei Mondiali di calcio 2022 al Qatar. Secondo alcune voci, gli inquirenti sospettano che a muovere le fila sia stato proprio Sarkozy, favorendo i contatti con un pranzo all’Eliseo in cui era presente anche Platini, all’epoca presidente della Uefa.

Il processo per corruzione dovrebbe iniziare entro il mese prossimo a Parigi: oltre a Sarkozy, alla sbarra ci saranno anche Thierry Herzog e Gilbert Azibert, che devono rispondere di violazione del segreto professionale.

Classe 1955, parigino di nascita, prima di ricoprire il ruolo di presidente della Repubblica francese, dal 16 maggio 2007 al 15 maggio 2012, Nicolas Paul Stéphane Sárközy de Nagy-Bócsa è stato più volte ministro (finanze, comunicazioni, economia, e per due volte dell’interno). Nel febbraio 2008 ha sposato in terze nozze all’Eliseo con una cerimonia privata l’ex top-model di origine italiana Carla Bruni, che nel 2011 l’ha reso padre di Giulia, la sua quarta figlia.

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