Berlino, arrivano i sexbox

| In una parte del Tempelhof, l’immensa area dove sorgeva l’ex aeroporto cittadino, la capitale tedesca sta discutendo se attrezzare delle cabine per le prostitute e i loro clienti

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I 366 ettari del “Tempelhof”, l’area dove sorgeva l’antico aeroporto di Berlino, di storia ne hanno vista parecchia. Nel 1820 viene usato come campo di addestramento per le parate, e nel 1909 Orville Wright stupisce tutti con una dimostrazione di volo. Nel 1923 l’area viene designata come aeroporto di Berlino, e tre anni vede nascere la “Lufthansa”. Nel 2008 i berlinesi sono chiamati alle urne per un referendum che chiede se chiudere o mantenere l’aeroporto: la maggioranza non va a votare, e i pochi che lo fanno scelgono la chiusura. Due anni dopo, Tempelhof viene riconvertito in parco pubblico, aprendosi ai berlinesi con spettacoli che vanno in scena sulle vecchie piste dell’aeroporto.

Ora, nella storia del Tempelhof potrebbe scriversi un nuovo capitolo: il sindaco del “Mitte”, il quartiere centrale di Berlino, ha proposto l’installazione delle “Verichtungsboxen”, delle cabine per il sesso dove le prostitute possano incontrare i clienti in tutta tranquillità. Una proposta che sembra convincere perfino Stephan von Dassel, rappresentante dei Verdi, che da tempo tenta di estirpare la prostituzione da Kurfürstenstrasse, una delle strade dello shopping del Mitte. “I residenti e i negozianti chiedono da tempo il divieto della prostituzione di strada, ma il Senato di Berlino finora si è rifiutato di applicare divieti perché teme un deterioramento della situazione generale. Le sexbox in aree controllate potrebbero migliorare la vita dei residenti e delle professioniste del sesso”.

Dassel, che ha passato due anni a studiare la situazione in Kurfürstenstrasse, avverte che la prostituzione non regolamentata portando i clienti “alla ricerca di prestazioni a prezzi così bassi che le prostitute sono costrette al superlavoro per guadagnare il minimi necessario alla sussistenza”. Di queste, fra l’altro, solo una minoranza riceve supporto sanitario.

Le cabine del sesso sono apparse per la prima volta ad Utrecht, nei Paesi Bassi, alla metà degli anni ‘80, e il concetto si è successivamente diffuso in diverse città europee. Colonia l’ha adottato nel 2001, creando un impianto dotato di cancello d'ingresso, telecamere di sicurezza e pulsanti di allarme in ogni cabina. Il modello è stato poi introdotto anche a Essen, Bonn e Zurigo.

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