Charles Spencer, un affare chiamato Diana

| Oltre alle 20 sterline necessarie per entrare nella tenuta che ospita ciò che resta di Lady Diana, il fratello ha fatto stampare l’elogio funebre pronunciato a Westminster, che vende per 30, ma autografato

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“Champagne Charlie”, così i tabloid inglesi avevano ribattezzato Charles Spencer, visconte di Althorp e fratello di Lady Diana. C’erano di mezzo scappatelle e serate allegre, sue e della ex moglie, la vistosa ex modella Victoria Lockwood: roba che piaceva tanto alle cronache gossip. Charles aveva preferito cambiare aria andando in Sudafrica, ma nell’agosto del 1997, alla scomparsa improvvisa di sua sorella Diana, era stato costretto a tornare in patria. Prima era uscito dai cancelli della sua residenza per leggere un comunicato durissimo in cui accusava i paparazzi che perseguitavano Diana di essere corresponsabili della morte: “Ogni direttore che ha pagato per quelle foto ha le mani sporche di sangue”, aveva detto. Poi, il giorno del funerale di Lady Diana, nell’abbazia di Westminster dove il dolore del mondo intero aveva preso posto fra i banchi, il conte di Spencer aveva letto un’orazione funebre rinnovando le accuse alla stampa e all’intenzione di salvaguardare la memoria della sorella, “unica, complessa, straordinaria e insostituibile”. Qualche frecciata l’aveva lanciata anche all’indirizzo della famiglia reale, assicurando alla sorella che “Non lasceremo che i tuoi figli, William e Harry, subiscano la stessa sorte tua. Noi, la tua famiglia di sangue, faremo sì che le loro anime crescano nel dovere e nella tradizione, ma anche libere di cantare”.

Da lì in poi, almeno per Charles, la morte della sorellina è sembrata diventata più che altro un’attività. Diana fu sepolta ad Althorp, all’interno di un laghetto nella tenuta della famiglia Spencer, nel Northamptonshire, che dopo un anno di lavori di sistemazione è stata aperta al pubblico: oggi entrare costa 20 sterline, 18,50 se il biglietto è acquistato online.

Ma a 22 anni dalla morte di Diana, Charles il conte di Spencer è tornato agli onori delle cronache per un’iniziativa che ha fatto storcere il naso a molti. Il fratellino ha pensato di mettere nero su bianco l’elogio funebre pronunciato il 6 settembre 1997 sotto le volte di Westminster e metterlo in vendita per 30 sterline. Il volumetto, rilegato in modo elegante e con copertina in tessuto blu e nastro di chiusura, si intitola “Earl Spencer’s Tribute to Diana, Princess of Wales”, è venduto esclusivamente nello shop di Althorp, dove in giorni precisi il conte allestisce uno stand per il “firmacopie”. Per i visitatori che capitano in quei giorni una tentazione irresistibile, per lo più se firmata da Charles in persona, che pare si aggiri spesso fra la folla stringendo mani e prestandosi per gli immancabili selfie.

Classe 1964, Charles Edward Maurice Spencer, IX conte di Spencer e ultimo di cinque figli, ha studiato storia moderna a Oxford e lavorato come giornalista per “NBC News” e quotidiani come “Guardian”, “Indipendent”, “Daily Telegraph” e “Vanity Fair America”, scrivendo quattro libri, in parte dedicati alla storia della tenuta di Althorp e a quella della sua famiglia. Dopo il primo matrimonio con Victoria Lockwood, da cui ha divorziato nel 1997 dopo aver avuto quattro figli, nel 2001 Charles sposa caroline Freud, addetta alle pubbliche relazioni londinesi da cui ha altre due figlie, prima di divorziare nel 2007. Nel 2011 nuove nozze con la filantropa americana Karen Gordon, da cui ha avuto il settimo figlio.

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