Gli enormi mal di testa di BoJo

| L’incubo del numero di infezioni in crescita, la poca voglia degli inglesi di ubbidire ancora, la Brexit da chiudere, la minaccia di un probabile lockdown, l’economia a pezzi: per il premier inglese si prepara un autunno infernale

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Secondo Patrick Vallance, principale consulente scientifico del Regno Unito, il numero di casi di coronavirus al di là della Manica raddoppia all’incirca ogni sette giorni. E se il tasso continuasse a crescere senza sosta, “entro la metà di ottobre ci ritroveremo con qualcosa come 50.000 casi e 200 morti al giorno".

“Se non agiamo in fretta, il virus decollerà”, ha aggiunto Chris Whitty, medico capo del Regno Unito nel corso di un briefing a Downing Street: “Questa è la strada che stiamo percorrendo: a meno di non cambiare rotta, ci troveremo fra le mani in un problema difficilissimo da risolvere”.

I commenti dei consulenti hanno alimentato la speculazione che circola da giorni sui media, secondo cui il governo starebbe preparando il terreno per un secondo lockdown nazionale o altre misure ugualmente difficili, per riportare i casi a un livello sostenibile.

Gli avvertimenti dei due massimi esperti arrivano a ridosso di un autunno fra i più difficili nella storia del Regno Unito: la stretta finale della Brexit che incombe e i casi di Covid aumentati da quando le misure sono state revocate all’inizio dell’estate. Solo domenica, nel Paese sono state confermate 3.899 infezioni e 18 decessi. Un aumento che ha già portato all’isolamento e a misure di emergenza in numerose parti della Gran Bretagna, con il varo di multe salatissime per chi infrange quarantena e autoisolamento.

Johnson e il suo governo hanno sempre affermato che un secondo lockdown nazionale sarebbe stato l’ultimo scenario possibile, anche se in molti ricordano che il premier ha aspettato a fermare il Paese solo a marzo, molto più tardi di molti dei suoi omologhi europei. E per di più lo ha fatto con una certa riluttanza, consapevole dei danni economici che avrebbe causato. Una decisione che ha fatto piovere addosso al suo governo una marea di critiche, a cui si sono aggiunte quelle su un regime di test e tamponi del tutto inefficace, costringendo le autorità sanitarie locali sanitarie ad agire alla cieca e senza direttive unitarie.

Sfortunatamente per BoJo, è molto probabile che il numero di casi resterà molto alto: i mesi freddi sono particolarmente pericolosi, poiché il clima favorisce gli incontri al chiuso piuttosto che quelli all’aperto, dove la trasmissione del virus è meno probabile. In più, a differenza del precedente lockdown, i bambini sono tornati a scuola formando enormi reti di contatti che favoriscono ulteriormente la diffusione del virus.

Di fronte all’incapacità di tenere il virus sotto controllo, Johnson potrebbe trovarsi in una posizione poco invidiabile nel giro di poche settimane, con Londra capitale europea del Covid-19 e il titolo di Paese con la peggiore recessione di qualsiasi altra grande economia. Il premier potrebbe rivolgersi alla nazione chiedendo qualcosa che nessun Primo Ministro britannico può immaginare nei suoi incubi peggiori: non festeggiare il Natale.

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