I Sussex in Canada? E chi li vuole?

| Nel paese nordamericano infiamma il dibattito: Harry e Meghan non pensino di arrivare qui e sentirsi reali perché non lo sono. E non da ultimo, chi pagherà l’apparato di cui si circondano, valutato in 10 milioni di dollari ogni anno?

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A Roma, dove vanno sul pratico, liquiderebbero tutto rispolverando uno dei classici dialettali che meglio inquadra la situazione: “La sora Maria, che tutti vogliono ma nessuno se la pija”. Ecco, più o meno, Harry e Meghan vivono lo stesso sentimento: a parole, gli inglesi vorrebbero tenerseli in patria e i canadesi non vedono l’ora di averli come vicini di casa. Ma nella realtà tutto sembra ben diverso.

Secondo alcuni sondaggi, per i sudditi di Sua Maestà, stanchi di dover dimenticare le marachelle reali foraggiate con i propri denari, la coppia è libera di andare dove gli pare, purché al netto delle spese. E i canadesi, nominati dai Sussex come compagni di viaggio ufficiali della loro nuova esistenza, non pare che muoiano esattamente dalla voglia di averli, perché a conti fatti mantenere il circo equestre di sicurezza e servitù che si portano appresso può trasformarsi in qualche punto di Pil andato in fumo.

In pratica, per quei giochi perversi del destino, quello che all’apparenza sembrava lo scoglio più duro – far digerire il boccone amaro alla regina – è andato liscio come una biglia in discesa. Mentre ciò che appariva come un gioco da ragazzi – essere accolti ovunque a braccia aperte – si sta rivelando un’impresa più ardua del previsto.

I malumori e le perplessità dei canadesi hanno trovato sublimazione di un durissimo affondo pubblicato su “The Global and Mail”, prestigioso e seguitissimo quotidiano canadese che prima attraverso un editoriale, e subito dopo con le parole altrettanto dure dell’ex ministro James Moore, mettono in guardia i duchi: non pensino di arrivare in Canada conservando il ruolo reale, perché il Paese non ha alcuna intenzione di tornare fra i possedimenti dei Windsor. Quello canadese è un sistema di monarchia parlamentare che riconosce la sovranità a re e regine inglesi, ma non è previsto che il titolo scivoli verso i suoi discendenti.

Ma perché proprio il Canada?, si chiedono in molti. Per capirlo bisogna tornare indietro di qualche anno, più precisamente al 2011. Meghan, fino ad allora attrice in piccoli ruoli e con una carriera ancora tutta da inventare, sbarca in Canada con Trevor Engelson, il primo marito, quando viene assunta per il ruolo dell’assistente legale Rachel Zane nella serie televisiva “Suits”, girata negli studi di Toronto della “USA Network”. Meghan si ambienta, stringe amicizie e divorzia, finendo qualche tempo dopo per incontrare Harry, il principe in cerca di moglie. Segue tutto quello che abbiamo imparato, fidanzamento e matrimonio compresi, ma il legame con il Canada resta. Per la prima apparizione pubblica, nel 2017, i due avevano scelto gli “Invictus Games”, e dopo le sontuose nozze più volte erano tornati da quelle parti, compreso lo scorso Natale, quando hanno dato forfait alla regina per rintanarsi a Vancouver. Non è un caso: nella vivace città della Columbia Britannica risiede anche Jessica Mulroney, amica fidata di Meghan che era stata fra le wedding planner del matrimonio a Windsor e a cui è addirittura stato affidato il piccolo Archie, di cui i Sussex sono gelosissimi. Ma soprattutto, è la moglie di Ben Mulroney, figlio dell’ex premier Brian.

Al netto di tutto questo, per completare il trasferimento ci sono problemi legali da superare: non prevedendo il “Citizenship Act” canadese uno status particolare per i membri della Royal Family, Harry e Meghan dovrebbero passare attraverso i canali ufficiali dell’immigrazione. Si torna poi alla questione costi, che un esperto – intervistato ancora una volta dal Global and Mail - ha stimato in 10 milioni di dollari all’anno il prezzo dell’ospitalità mettendo dentro apparato di sicurezza, flotta di veicoli e sorveglianza.

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