Il primo rapporto sul rogo della Grenfell Tower

| Senza le gravi carenze dei vigili del fuoco, compresa la decisione di non sfollare il grattacielo, molte più persone si sarebbero potute salvare. Il primo rapporto sul rogo del grattacielo è un pesante atto d'accusa

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È pesante e rischia di avere ripercussioni molto gravi, il primo rapporto sul terrificante incendio della “Grenfell Tower”, il rogo che la notte del 14 giugno 2017 inghiottì per intero i 24 piani del grattacielo di North Kensington, a Londra, uccidendo 72 persone.

Secondo l’indagine, che sarà divulgata nelle prossime ore ma anticipata da diversi quotidiani, molte più persone si sarebbero potute salvare se i Vigili del Fuoco di Londra non avessero dimostrato “gravi carenze” e fallimentari “protocolli di intervento”.

Il rapporto punta il dito contro Dany Cotton, il comandante della brigata accusato di “notevole insensibilità” dopo aver dichiarato di non essere pentito per le decisioni prese la notte del rogo. L’inchiesta era stata annunciata il giorno successivo all’incendio dall’allora primo ministro Theresa May, e da allora sono state raccolte le testimonianze di personale dei vigili del fuoco, testimoni e sopravvissuti.

Il rapporto contiene anche le valutazioni del presidente dell’inchiesta Sir Martin Moore-Bick, che conferma i sospetti: l’incendio fu provocato da un guasto elettrico in un frigorifero difettoso in un appartamento al quarto piano. Ma, precisa, la causa precisa dell’incendio è “importante anche per capire come il banale guasto di un comune elettrodomestico possa avere conseguenze così disastrose”. Moore-Bick identifica nel rivestimento in alluminio utilizzato in una ristrutturazione il “motivo principale” della rapida propagazione del fuoco. Sir Martin continua criticando la strategia dei Vigili del Fuoco di Londra, secondo la quale ai residenti è stato detto di rimanere all’interno degli appartamenti per quasi due ore: l’incendio è iniziato poco prima dell’una di notte e la decisione di evacuare è stata presa alle 2:47 del mattino. “Sarebbe dovuta essere presa molto prima, salvando molte più vite umane”.

All’inizio di ottobre, il London Fire Commissioner Dany Cotton ha ammesso che la scelta di non evacuare il palazzo non era adatta per un incendio disastroso come quello che si era sviluppato alla Grenfell Tower. In precedenza aveva difeso la scelta, affermando che la velocissima diffusione dell’incendio all’esterno dell’edificio era del tutto inaspettata, e fino a quel momento i vigili del fuoco avevano ragione di consigliare ai residenti di rimanere nelle loro case.

Il rapporto di Sir Martin elogia l’eroismo e il coraggio dei singoli vigili del fuoco, ma afferma anche che la preparazione e la pianificazione per un incendio come quello che distrusse Grenfell era “gravemente inadeguata”. Prende tempo il portavoce dei Vigili del Fuoco di Londra: “Sarebbe inopportuno commentare i risultati dell’inchiesta fino al momento della loro pubblicazione”.

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