Il ritorno dei Gilet Jaunes

| Hanno sfilato lungo le strade di Parigi controllati da un mare di agenti: qualche tafferuglio bloccato dai lacrimogeni, e stessi slogan di mesi fa. Ma per le stampa francese è un ritorno sottotono

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Dopo mesi di calma apparente, Parigi è tornata sotto assedio: i “Gilet Jaunes” si sono ripresi strade e piazze della capitale francese scontrandosi con la polizia. Accanto a loro sfilano gruppi “No Mask” e i proprietari di discoteche e locali notturni, costretti a chiudere da mesi: tutti uniti, ancora una volta, contro il presidente Macron e il governo guidato da Jean Castex.

Malgrado non riescano più a mobilitare migliaia di persone, le intenzioni sono quelle di sempre: poco prima dell’inizio dei cortei, Jerome Rodrigues, leader dei Gilet Gialli ha invitato i francesi alla “completa disobbedienza civile”.

Alla fine, il bilancio è come sempre pesante: 222 persone fermate, di cui 78 in stato di fermo. Il grosso dei manifestanti si è concentrato sugli Champs-Élysées, chiusa dalla prefettura per evitare saccheggi e vandalismi, place de la Bourse, place Wagram e ai piedi della basilica del Sacre-Coeur di Montmartre. A tratti, la situazione è sembrata sfuggire di mano, specie quando un gruppo di manifestanti è riuscito a fare irruzione degli studi televisivi di “Bmf TV”, accusata di disinformazione e di diffondere notizie false.

Parigi si era preparata chiudendo 30 fermate della metropolitana, mentre migliaia di negozi hanno sbarrato le serrande. La polizia, schierata in forze lungo le strade parigine, parla di un numero di manifestanti compreso fra 4 e 5000 mila persone, di cui almeno 1.000 potenzialmente pericolosi. Gli scontri violenti sono indicati come “sporadici”, anche se gli agenti sono stati costretti a usare i lacrimogeni per disperdere la folla. I media francesi parlano di “fiacco ritorno delle proteste” e di “bassa mobilitazione”.

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