Jihadi Jack, il terrorista di Oxford

| Cresce il club degli foreign fighters che vorrebbero tornare a casa come se nulla fosse: ora è il turno di un giovane di Oxford partito per la Siria e pentito

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Gli mancano tanto la mamma, i “pasties”, il tipico pasticcio di carne all’inglese, e “Doctor Who”, di cui era un grande appassionato. Eccone un altro: dopo Sharmeena Begun, partita a 15 anni per unirsi all’Isis che ora vorrebbe tornare in Inghilterra, si fa avanti anche “Jihadi Jack”, un altro fan dello stato islamico, fuggito dalla Gran Bretagna per combattere e punire gli infedeli. Jack Letts, questo il suo vero nome, ha 23 anni e da due anni è rinchiuso in una prigione curda per terrorismo. Ex studente di Oxford, nelle file dell’Isis ha scelto il nome di Abu Mohammed sposando una donna irachena che ha dato alla luce un figlio. Jack si era convertito all’Islam mentre frequentava le superiori e a 18 anni ha scelto di fuggire in Giordania. Era poco più di un adolescente, e da cinque anni non vede i suoi genitori. Sostiene di essere stato catturato dopo essere riuscito a fuggire dall’Isis quando ha aperto gli occhi sulla realtà del gruppo terroristico. Secondo la sua famiglia Jack desiderava raggiugere la Siria spinto da ideali umanitari, ma non avrebbe mai aver preso parte ad alcun combattimento. Eppure, durante l’intervista che ha rilasciato da poco, ha ammesso di aver provato gioia quando ha sentito la notizia degli attacchi terroristici che nel 2015 hanno messo a ferro e fuoco Parigi. “All’epoca ho pensato che fosse una cosa buona: vivevo a Raqqqa e ogni cinque minuti passava qualche aereo per bombardarci: ho visto bambini bruciati vivi. È lì che sviluppi la rabbia e ti chiedi perché non dovrebbe succedere anche a loro?”. Ma da allora si sente cambiato, perché “ha capito che le vittime innocenti non avevano nulla a che fare con quello che vedevo. Mi sento britannico, sono britannico. Se il Regno Unito mi accettasse tornerei volentieri, ma non credo che questo accadrà. Mi mancano le persone, mi manca mia madre, che non vedo da cinque anni e non sento da due. Mi manca la sua cucina, la televisione, una vita normale”. I suoi genitori, John Letts e Sally Lane, sono in attesa di giudizio, devono rispondere dell’accusa di finanziamento al terrorismo per aver inviato denaro al figlio.

Il caso di Jihadi Jack arriva ad un giorno di distanza dalla decisione del Ministero degli Interni di revocare la cittadinanza britannica a Sharmeena Begun, una delle tre studentesse che nel 2015 hanno lasciato il Regno Unito per unirsi al culto del terrore. La famiglia della ragazza promette battaglia: “Non possiamo assistere inermi alla decisione di togliere l’unica speranza per riabilitare nostra figlia: la sua cittadinanza britannica”.

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