L’ammutinamento dei dipendenti reali

| Fanno rumore le dimissioni della fidatissima Patricia Earl, collaboratrice personale della regina che non è riuscita a fermare le proteste dei dipendenti della tenuta di Sandrigham

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Per la regina tutto, anche la vita, ma non le ferie. Sono diventate un caso nazionale – svelato dal “Sun” - le clamorose dimissioni improvvise di Patricia Earl, 56 anni di cui 32 passati al servizio di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. La Earl, collaboratrice personale della tenuta invernale di Sandrigham, ha tentato di reprimere la sommossa di una ventina di dipendenti fra cuochi, camerieri, giardinieri, addetti alle pulizie e alla lavanderia a cui – per evitare il rischio di contagio alla sovrana e all’anziano marito, il principe Filippo - era stato chiesto di chiudersi dentro le mura della dimora reale rinunciando alla possibilità di incontrare per almeno quattro settimane parenti, amici e familiari durante le feste.

Pare abbiano accettato in pochissimi, tutti gli altri hanno risposto picche, e pare anche che la regina sia andata su tutte le furie, ma senza che questo sia riuscito a far cambiare idea a qualcuno. La Earl avrebbe allora tentato una mediazione, conclusa con un nulla di fatto, e costringendola a presentare le proprie dimissioni. Risultato, la regina e il principe – per la prima volta in trent’anni – non trascorreranno le vacanze di Natale a Sandrigham, dove Elisabetta era solita restare fino all’anniversario della morte del padre, re Giorgio VI, il 6 febbraio, optando per il castello di Windsor.

È – forse – l’ultimo intoppo di un anno assai difficile per la sovrana, alle prese con nipoti in fuga e figli accusati di pedofilia.

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