L’anno difficile di Elisabetta

| Una donna sola al comando: più volte nel corso del 2020, la regina ha affrontato questioni pubbliche e scossoni privati. Mai in affanno o sopra le righe, continua a guidare il Paese durante la Brexit e la pandemia come solo lei sa fare

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È stato un anno difficile per tutti, compresa sua maestà la Regina Elisabetta II. La monarca britannica è stata a lungo costretta ad occupare due ruoli - uno come capo della nazione, l’altro come condottiera della sua famiglia - e negli ultimi 12 mesi ha affrontato crisi profonde su entrambi i fronti.

Il nuovo anno era appena iniziato quando Harry e Meghan annunciano al mondo l’intenzione di lasciare lo status di reali. Il caso del Duca e della Duchessa del Sussex esplode come una bomba l’8 gennaio sul loro account ufficiale Instagram: speravano di continuare a sostenere la monarchia, ma desideravano l’autonomia finanziaria. Voci insistenti parlano di profonda delusione della Regina, soprattutto per i modi della rivelazione pubblica, quando lei aveva chiesto trattative private.

Harry e Meghan speravano di ritagliarsi un ruolo che l’establishment anglosassone non aveva mai previsto prima, una posizione ibrida in cui avrebbero scelto quali posizioni formali mantenere e quali lasciare mentre sviluppavano i loro business e l’agognata indipendenza. È chiaro che si sentivano non sostenuti e non protetti dal palazzo contro quella che, a loro avviso, era una costante raffica di abusi e menzogne da parte dei media. Ma il modello del Sussex, “metà dentro e metà fuori” non era visto come praticabile, e la Regina fu lasciata nella scomoda situazione di cercare di dare al nipote ciò che voleva senza compromettere la monarchia. È stato forse il momento più delicato dopo la morte di Diana nel 1997.

Un inizio d’anno drammatico, che paradossalmente ha lasciato la monarchia in una posizione ancora più forte: la Corona può modernizzarsi quanto vuole, ma alla fine è costruita su una gerarchia, e la linea diretta di successione ha mostrato un fronte unito.

Sistemato il dramma familiare, Elisabetta si è trovata di fronte a una delle più grandi crisi che il Regno Unito abbia mai affrontato: tenere uniti i popoli anglosassoni quando la pandemia di Covid-19 colpiva duramente costringendo il paese ad un rigido lockdown.

Mentre il Covid si diffondeva, Elisabetta ha deciso di trasferirsi da Buckingham Palace a Windsor con il principe Filippo “per ragionevole precauzione”. Parole che risuonarono come profetiche alcuni giorni dopo, quando il principe Carlo annunciò di essere risultato positivo. Anche William è stato contagiato ma lo ha rivelato solo più tardi, suscitando qualche critica.

Ad aprile, quando i casi di contagio e i morti hanno iniziato ad aumentare in modo preoccupante, sono partite le critiche sulla gestione della pandemia da parte del primo ministro Boris Johnson. È toccato a Elisabetta, ancora una volta, scendere in campo per rassicurare la nazione: “Vi parlo in un momento che so essere sempre più impegnativo. Un momento di sconvolgimento nella vita del nostro Paese: uno sconvolgimento che ha portato dolore ad alcuni, difficoltà finanziarie a molti, ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi. Da bambini, parlavamo da Windsor ai nostri piccoli coetanei evacuati dalle loro case e mandati via per la loro stessa sicurezza. Oggi, ancora una volta, molti proveranno un doloroso senso di separazione dai loro cari. Ma ora, come allora, sappiamo, nel profondo, che tutto questo è la cosa giusta da fare”, ha detto, ringraziando anche gli operatori sanitari in prima linea.

Raramente la Regina fa discorsi nazionali, tranne per Natale o quando si insedia un nuovo Parlamento, e le sue parole sono state un antidolorifico sui lividi che la società si trovava ad affrontare. 

Elisabetta non ha riaperto l’agenda degli impegni pubblici fino al 17 luglio, quando nomina cavaliere il capitano Thomas Moore, il veterano centenario della Seconda Guerra Mondiale che aveva raccolto milioni di sterline per il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito.

Ma l’anno che si chiude è stato soprattutto disturbato dagli scandali: ci sono ancora forti dubbi e sospetti sul rapporto del principe Andrew con il finanziere americano pedofilo Jeffrey Epstein. La Regina non ha mai commentato pubblicamente la questione, ma ha spinto Andrea a ritirarsi dalle funzioni pubbliche. La decisione è maturata sulla scia della disastrosa intervista rilasciata dal Duca di York alla BBC alla fine del 2019, quando ha negato di aver fatto sesso con una ragazza minorenne e affermato di non aver visto nulla di sospetto frequentando Epstein.

A questo si è aggiunta la serie “The Crown”, che ha riacceso i riflettori sul burrascoso matrimonio fra Diana e Carlo, dipinto come un principe petulante e un marito crudele. Le polemiche sono cresciute al punto da costringere il governo britannico a chiedere alla piattaforma “Netflix” di correggere il tiro: “Si tratta di una fiction ben prodotta, quindi Netflix dovrebbe essere molto chiara fin dall’inizio, specificando che si tratta di finzione: senza questa precisazione, una generazione di spettatori che non ha vissuto questi eventi può confondere la finzione con la realtà”. Netflix ha replicato rifiutandosi di mettere mano alla serie.

In questi giorni, come milioni di britannici, la Regina ha sacrificato i tradizionali festeggiamenti di Natale con la famiglia: per la prima volta in 33 anni, è rimasta a Windsor con il Principe Filippo. E nel suo discorso natalizio annuale, ha riconosciuto che per molti sarebbe stato un triste e insolito periodo di festa, rassicurando coloro il cui unico desiderio sarebbe stato “un semplice abbraccio o una stretta di mano”, che “non siete soli”.

In un momento della sua esistenza in cui sarebbe normale aspettare che facesse un passo indietro, la Regina ha dimostrato di essere ancora saldamente al comando, rispendendo al mittente tutte le volte in cui durante il 2020 qualcuno ha scritto, detto o suggerito che era ormai prossima ad abdicare.

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