La giustizia americana a testa bassa su Andrea

| Scavalcando Buckingham Palace, il Dipartimento di Giustizia statunitense si sarebbe rivolto direttamente al ministero dell’interno. Sarà il governo a decidere, con il rischio di creare un pericoloso incidente diplomatico

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È una piega del tutto inattesa, quella che sta prendendo la vicenda del principe Andrea: mai prima d’ora, una magistratura straniera si era spinta fino ad includere un “reale” in un’indagine criminale.

Invece, dopo aver giocato di fioretto per mesi con dichiarazioni riprese dai media che si erano limitate a creare un po’ di attrito, la giustizia americana ha deciso di premere sull’acceleratore chiedendo ufficialmente al governo britannico di consegnare volontariamente il terzogenito della regina Elisabetta per poterlo sottoporre ad un interrogatorio in merito allo spinoso caso Epstein, l’amico pedofilo che avrebbe omaggiato al Duca di York tre prestazioni sessuali di Virginia Roberts Giuffre, la sua “schiava” privata.

Secondo il “Sun”, il Dipartimento di Giustizia americano si sarebbe rivolto direttamente al ministero dell’interno inglese inviando una richiesta “assistenza giudiziaria reciproca”, senza prima prendere contatti con Buckingham Palace. Procedura assai rara, limitata a casi criminali di importanza rilevante e sancita dagli accordi bilaterali del 1994.

Secondo gli esperti, la giustizia statunitense si è stancata del muro di gomma dei portavoce della Royal family, che hanno negato tutto l’innegabile proteggendo Andrea da quanto lui stesso aveva promesso pubblicamente durante la sciagurata intervista alla BBC: sono pronto a collaborare per arrivare alla verità. Parole mai seguite ai fatti, anzi.

Ma nello stesso tempo, mette Westminster in una posizione di profondo imbarazzo, poiché il Duca di York non gode di alcuna immunità ma può avvalersi della facoltà di non rispondere, anche se questo atteggiamento potrebbe avere conseguenze pesanti.

Seconda contare i problemi che deriverebbero dalla decisione del governo inglese: se la mozione fosse approvata Andrea sarebbe obbligato a deporre sotto giuramento davanti ai mastini dell’FBI, e considerando quanto la giornalista della BBC sia riuscita a metterlo in un angolo, le conseguenze per lui potrebbero essere disastrose. Ma se la risposte fosse no, “sarebbe un incubo diplomatico”, come ammette qualcuno a Westminster.

Dalle poche informazioni che filtrano da Nuckingham Palace, Andrea avrebbe deciso di reagire alle pressioni della giustizia americana con “una mossa audace” che spiegherebbe i motivi del suo rifiuto alla collaborazione con l’FBI.

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