La rabbia esplode tra i camionisti fermi a Dover

| Da tre giorni fermi con i loro tir, hanno tentato di forzare un blocco della polizia inglese. La Francia ha annunciato la riapertura delle frontiere, ma l’obbligo di test e tamponi allunga i tempi

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“Ostaggi di Macron”, titolavano i giornali inglesi nei giorni scorsi dopo la decisione del governo francese di blindare le frontiere con il Regno Unito per via della nuova variante del Covid. In realtà, la situazione sembra un avvertimento donato dal destino per ricordare al 10 di Downing Street quello che potrebbe accadere in caso di Brexit senza accordo.

La situazione sulle coste della Manica è destinata a sbloccarsi dopo l’annuncio di un accordo raggiunto tra Francia e Regno Unito, ma prima di riuscire a far ripartire i 4.000 autotreni serviranno giorni e giorni. E il peggio, come sempre, non si respira nei palazzi del potere, ma sulle strade. A Dover, poche ore fa, la situazione è stata vicina all’esplosione quando decine di camionisti arrabbiati, bloccati nel porto da giorni con i carichi a rischio, si sono scontrati con la polizia dopo l’arrivo del personale dell’Esercito e dell’NHS incaricato di risolvere e sveltire la situazione: una volta effettuato, è necessario attendere l’esito, comunicati via SMS o e-mail.

I camionisti hanno tentato di superare con la forza gli agenti di guardia allo scalo marittimo: in centinaia si sono incamminati lungo la A20 fino all’entrata del porto nel Kent alle prime ore del mattino, urlando “Aprite le frontiere” e “Fottiti Boris”.

A un certo punto molti di loro si sono spinti verso un cordone formato da agenti della polizia del Kent, costretti a respingerli quando la rabbia per la situazione caotica in mezzo alla pandemia ha superato il livello di guardia. Diversi camionisti sventolavano referti negativi di tamponi, ma per la polizia circolano molti falsi. L’accordo con la Francia prevede che ogni conducente sia sottoposto a test: inizialmente i francesi chiedevano esami testati in laboratorio, ma dopo tre notti di colloqui è arrivato un compromesso che non è comunque di facile attuazione: secondo gli esperti un esame che richiede 30 minuti è “un disastro”.

Fino al 6 gennaio, solo gli autisti di camion e i cittadini francesi e della UE o i residenti che hanno un motivo essenziale per viaggiare e sono in possesso di un risultato negativo al test di meno di 72 ore saranno ammessi in Francia.

Un hotspot per gli esami diagnostici è stato allestito presso l’aeroporto di Manston, a 25 km circa da Dover, ma non è chiaro come le migliaia di autisti che hanno parcheggiato in città potranno raggiungerlo. Un autista polacco, fra i più arrabbiati, tuona: “Siamo stufi di tutto questo: sono a Dover da due giorni e voglio tornare a casa per Natale. I francesi hanno detto che il loro confine è stato aperto, ma non abbiamo visto alcuna prova che sia vero. Ci sono migliaia di persone in coda e le strade sono tutte bloccate”. La replica della polizia non si è fatta attendere: “Capiamo i motivi di tanta rabbia ma non abbiamo colpa: in questo momento sono le autorità francesi a fare le regole”.

Secondo il direttore del British Retail Consortium, Andrew Opie, il blocco potrebbe portare a carenze di merce: “La riapertura è una buona notizia, ma è essenziale che i camion si muovano il più velocemente possibile: finché l’arretrato non sarà smaltito e le catene di approvvigionamento non torneranno alla normalità, prevediamo problemi con la disponibilità di alcuni prodotti freschi”.

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