La storia di un cinico egoista

| Dimitry Khlebushkin era fra i passeggeri dell’aereo che ha preso fuoco a Mosca, costato la vita a 41 persone: prima di scendere ha preteso di prendere il proprio zaino, condannando altri alla morte

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I 41 morti del rogo dell’aereo “Aeroflot” che ha preso fuoco atterrando all’aeroporto di Mosca sono un peso notevole per l’opinione pubblica russa. Le inchieste sono state avviate, e Putin in persona ha preteso di fare piena chiarezza su quanto accaduto.

Ma nelle pieghe dell’incidente, mentre ancora si tenta di capire se si è trattato di un errore umano o di un guasto meccanico, emergono storie di un cinismo agghiacciante. Secondo il racconto di alcuni testimoni, riportato in queste ore da diversi media russi, diversi passeggeri avrebbero intralciato le concitate fasi dell’evacuazione perché pretendevano di prendere il proprio bagaglio. Ci sono regole che lo vietano espressamente: in questi casi la priorità è allontanarsi il più velocemente possibile senza pensare a cosa prendere e cosa no. E anche se nessuno sembra volerlo ammettere, c’è il sospetto che questi capricci abbiano impedito di salvare più persone possibili: forse ci sarebbero meno sacchi neri allineati in un hangar in attesa del penoso riconoscimento dei parenti.

Su tutti, spicca il nome di Dimitry Khlebushkin, passeggero che occupava il posto 10C: un omone alto e grosso che con la propria mole avrebbe ostruito il passaggio agli altri passeggeri perché pretendeva di lasciare l’aereo con il proprio zaino chiuso nella cappelliera. Di quelli che erano dietro di lui, si sarebbero salvati solo in tre.

Non contento, appena messo in salvo Khlebushkin si sarebbe presentato al banco della Aeroflot pretendendo il rimborso del biglietto. Quando ancora non si conoscevano i dettagli del suo egoismo, Khlebushkin era stato intervistato da diverse emittenti accorse all’aeroporto per documentare l’incidente aereo: a tutti, l’omaccione aveva raccontato soltanto la propria irritazione per il rimborso negato, senza neanche esprimere una parola di solidarietà verso i passeggeri che non ce l’avevano fatta, forse anche grazie al suo egoismo. Il web e i social sono insorti, facendo confluire intorno al suo nome tutto l’odio possibile. Ma Dimitry Khlebushkin neanche se n’è accorto: a lui importa solo riavere i soldi del biglietto.

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