Le grandi manovre di Buckingham Palace

| Allo scoccare del 95esimo compleanno, la regina Elisabetta sarebbe pronta a nominare Charles “Principe Reggente”: un’abdicazione a metà, visto che lei resterebbe comunque la sovrana

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Mentre la “Ditta” cerca di assorbire l’ennesimo strappo alla propria onorabilità, quello di Andrew, il principe finito nel guazzabuglio dello scandalo Epstein, Buckingham Palace sarebbe al centro di alcune manovre svelate dalla stampa inglese. Il principe Carlo, sceso in prima persona per bacchettare il fratello indisciplinato, di ritorno dal tour ufficiale in Nuova Zelanda sarebbe corso direttamente a Sandrigham per incontrare suo padre Filippo e fare il punto della situazione: al centro della discussione la figuraccia rimediata da Andrew e le possibili ripercussioni legali, ma anche la sua sempre più possibile ascesa al trono, dopo un’attesa sfibrante. La notizia del giorno è che allo scoccare del 95esimo compleanno, Elisabetta II sarebbe pronta a delegare al figlio maggiore buona parte degli incarichi istituzionali. Non si tratterebbe di un’abdicazione in piena regola, ma di un passaggio intermedio comunque epocale: Carlo dovrebbe assumere il ruolo di “Principe Reggente”, una re ombra, mentre sua madre conserverebbe quello di sovrana, fin quando la divina provvidenza glielo concederà. Ipotesi avvalorata anche dalla scelta della Regina di ridurre gradualmente il numero di impegni pubblici a cui partecipa: dai 332 nel 2016 si è passati a 283 nel 2018. Mentre per Charles, al contrario, si contano ben 507 occasioni in cui ha dovuto rappresentare la sovrana.

I 95 anni sono considerati la soglia massima per i Windsor: è la stessa età in cui il principe Filippo ha deciso che era ora di ritirarsi dalle funzioni pubbliche, e in più, secondo fonti vicine alla Royal Family, “Lo scandalo che circonda Andrew ha dato a Charles l’opportunità di intervenire e dimostrare che ha il polso necessario per dirigere “La Ditta”: nessuno è più grande della monarchia, nemmeno il figlio prediletto della regina”. Charles, per di più, non ha mai nascosto di immaginare una monarchia snella, che non include necessariamente suo fratello minore e le sue figlie, la principessa Beatrice e la principessa Eugenia.

Molti sudditi sono convinti che da quando il principe Filippo - che governava la sua famiglia con il pugno di ferro - si è ritirato dalla vita pubblica, la “disciplina” all’interno della famiglia reale non è più stata la stessa, da qui la scellerata decisione di Andrew di accettare la disastrosa intervista televisiva sulla controversa amicizia con il pedofilo Jeffrey Epstein. La regina è stata definita “profondamente frustrata” dal fatto che lo scandalo rischiasse di mettere in ombra il resto del lavoro della famiglia reale, anche se, secondo la fonte, è rimasta “privatamente solidale” del suo secondogenito. E Andrea è stato privato dei doveri reali pare anche su suggerimento di Carlo, che ha ritenuto il suo allontanamento dalla vita pubblica “la cosa giusta da fare”. Andrew ha accettato di buon grado, ma sperava almeno di poter conservare la cordata di 200 associazioni che lo seguivano nella beneficenza, ma ancora una volta è stato costretto al ritiro, dopo aver capito di non essere più gradito.

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