Lizzie, la paladina dei paramedici inglesi

| Aggredita su un’ambulanza da un uomo ferito in una rissa, ha scelto di denunciare pubblicamente l’accaduto per ricordare le quasi 15mila aggressioni subite in cinque anni. Quasi tutte impunite

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Lizzie Smith, 25 anni, in Inghilterra è la donna del momento: vincendo la ritrosia inglese a mettere in pasto ai media nome e faccia, Lizzie ha voluto denunciare l’aggressione subita qualche sera fa, mentre era a bordo dell’ambulanza dove presta servizio come volontaria per le strade della capitale inglese. Il colpevole del tentativo di aggressione era un uomo soccorso dopo essere stato ferito in una rissa.

In un’intervista televisiva, la giovane ha ricostruito l’accaduto: “Mi sono abbassata per prendere una garza da un contenitore e lui mi ha afferrato con forza il didietro. Mi piace pensare di essere una persona piuttosto decisa che sa reagire velocemente, ma ero scioccata, mi sono allontanata e non ho aggiunto altro per non complicare la situazione”.

La denuncia di Lizzie ha permesso alla polizia di multare l’aggressore e di inserire il suo nome per cinque anni sul registro dei molestatori sessuali, uno status che nel Regno Unito complica non poco la vita.

Il gesto della coraggiosa paramedica volontaria ha aperto una finestra sui pericoli del personale medico delle ambulanze, sempre più spesso vittima di violenze e abusi. Negli ultimi anni, secondo alcune statistiche pubblicate la scorsa estate, gli attacchi violenti contro il personale delle ambulanze sono saliti alle stelle: tanti coloro che hanno denunciato di essere stati picchiati, minacciati con le armi e aggrediti sessualmente. Si parla di 14.441 aggressioni fisiche fra il 2013 e il gennaio 2018, mentre nel biennio 2016/17 le aggressioni sono state in media più di otto (8.2) ogni giorno. Secondo il “London Ambulance Service”, il picco si è avuto tra gennaio e agosto di quest’anno, quando sono state segnalate 349 aggressioni fisiche al personale, a cui aggiungere altri 499 attacchi verbali. Fra questi un caso dello scorso giugno, quando la figlia di un’infermiera, Brenda Fox, ha denunciato le terribili ferite subite da sua madre dopo essere stata picchiata da un senzatetto: è stata lasciata a terra coperta di lividi e sangue dopo essere stata bloccata sul pavimento dell’ambulanza da un giovane.

Amaramente, Lizzie è costretta ad ammettere che gli abusi e le violenze da parte di persone che ricevono assistenza medica fanno spesso parte del suo lavoro: “Ho subito un sacco di commenti sessualmente inappropriati e so di amici e colleghi che hanno avuto anche abusi omofobici e razziali. Quando capita un turno di notte nei fine settimana sappiamo bene che può essere molto pericoloso”.

Lizzie spera che, facendosi avanti, possa contribuire ad aumentare la consapevolezza del problema: “Ci si abitua così tanto a questo genere di notizie che la gente non ci fa più caso”. Tanti, secondo il sindacato, coloro che dopo aver subito un’aggressione hanno scelto di abbandonare quella vita: “C’è chi ha rinunciato a 25 anni di carriera: spesso chi è vittima di aggressioni sviluppa disturbi post traumatici che diventano ingestibili”. In dieci anni, solo 330 persone sono state condannate per violenze sul personale delle ambulanze.

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