Notre-Dame, non è stato un incendio doloso

| A questo è giunta l’indagine preliminare della Procura parigina, che tuttavia non è riuscita a stabilire con certezza cosa abbia scatenato le fiamme

+ Miei preferiti
A più di due mesi dal tragico rogo che il 16 aprile scorso ha divorato la cattedrale parigina di Notre-Dame, la polizia ha reso noti i risultati delle indagini preliminari, scattate all’indomani dell’incendio per individuare le cause scatenanti e soprattutto capire se si sia trattato di un incidente o di un atto volontario. Va detto, una risposta certa al momento ancora non c’è: le ipotesi non si discostano molto dalle supposizioni che già circolavano nelle ore successive al rogo. La scintilla da cui sono partite le fiamme sarebbe stata scatenata da una sigaretta o da un cortocircuito, ma mancano prove certe per stabilirlo con certezza.

Le fiamme hanno divorato la “flaché” e il tetto, e nelle concitate ore della lotta contro le fiamme, tre persone sono state ferite, due agenti di polizia e un vigile del fuoco. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Parigi, hanno sentito le testimonianze di circa cento persone, riuscendo almeno a eliminare una delle ipotesi, ovvero che si sia trattato di un incendio di natura dolosa o criminale. Terminata la fase preliminare, l’inchiesta passa adesso nelle mani di tre magistrati, incaricati di fare piena luce sul rogo di Notre-Dame.

Esteri
La scomoda verità delle spettacolari residenze inglesi
La scomoda verità delle spettacolari residenze inglesi
Dietro la bellezza a volte fiabesca di palazzi immersi nel verde, si nasconde il risvolto meno conosciuto dell’impero britannico, fra schiavitù e colonialismo. Luoghi che il “National Trust” ha censito, scatenando le polemiche
Francia, arriva il braccialetto anti-femminicidi
Francia, arriva il braccialetto anti-femminicidi
Entro la fine dell’anno sarà esteso a tutto il Paese: consente di verificare la posizione della persona soggetta a restrizioni e avvisa la possibile vittima allertando i soccorsi e la polizia
L’inverno rigido di mister Johnson
L’inverno rigido di mister Johnson
Il premier inglese precipita nel malcontento: l’aumento dei casi Covid, la disoccupazione che cresce e il crollo dei colloqui sulla Brexit sono questioni che stanno venendo a galla tutte insieme
GB, avvocata di colore scambiata per imputata
GB, avvocata di colore scambiata per imputata
Per ben quattro volte, Alexandra Wilson si è vista fermare e rimproverare perché in quanto donna di colore nessuno pensava potesse essere un avvocato, ma un’imputata
Le spese della Royal Family sotto la lente dei sudditi
Le spese della Royal Family sotto la lente dei sudditi
Andrea ha immolato una montagna di denaro partecipare ad un torneo di golf. E il viaggio in Africa di Harry e Meghan ha stabilito il record assoluto di spesa, mentre all’orizzonte spunta una strana voglia di politica della Markle
GB, torna la corsa alla carta igienica
GB, torna la corsa alla carta igienica
Il timore di un nuovo lockdown ha riproposto le stesse scene dello scorso marzo: code infinite davanti ai supermercati e scaffali vuoti. L’invito delle autorità alla calma non frena l’accaparramento
Gli enormi mal di testa di BoJo
Gli enormi mal di testa di BoJo
L’incubo del numero di infezioni in crescita, la poca voglia degli inglesi di ubbidire ancora, la Brexit da chiudere, la minaccia di un probabile lockdown, l’economia a pezzi: per il premier inglese si prepara un autunno infernale
GB, i curiosi casi dei boydguard sbadati
GB, i curiosi casi dei boydguard sbadati
Una guardia del corpo del ministro degli esteri Dominic Raab ha dimenticato la pistola sul sedile di un aereo. Pochi mesi fa, lo stesso aveva fatto un altro agente di scorta all’ex premier David Cameron. L’imbarazzo della polizia
Il ritorno dei Gilet Jaunes
Il ritorno dei Gilet Jaunes
Hanno sfilato lungo le strade di Parigi controllati da un mare di agenti: qualche tafferuglio bloccato dai lacrimogeni, e stessi slogan di mesi fa. Ma per le stampa francese è un ritorno sottotono
Il killer del sottomarino confessa l’omicidio
Il killer del sottomarino confessa l’omicidio
Peter Madsen, inventore di sottomarini tascabili, ha ammesso di aver ucciso e fatto a pezzi la giornalista Kim Wall. Si chiude con una confessione il “giallo del sottomarino” che da tre anni tiene banco in Danimarca