Nuove e scomode verità sulla Grenfell Tower

| I lavori, senza gara d’appalto o concorso pubblico, sono stati affidati ad una ditta che non aveva alcuna esperienza nell’edilizia residenziale. Per chiunque fosse coinvolto, quello era un “progetto al risparmio”

+ Miei preferiti
Un altro pezzo dell’inchiesta che deve accertare le responsabilità sul disastroso rogo della Grenfell Tower di Londra, completamente distrutta la notte del 14 giugno 2017 e costato la vita a 72 persone, racconta verità sempre più scomode e agghiaccianti.

La ditta che ha firmato il progetto della devastante ristrutturazione della Grenfell era stata selezionata malgrado non avesse mai eseguito lavori simili: sono stati loro stessi ad ammetterlo, aggiungendo di essere così all’oscuro sui processi strutturali e le difficoltà tecniche da doversi sottoporre a rapidi corsi di formazione. I magistrati che conducono l’inchiesta hanno appurato che lo studio “E Architects” è stato scelto senza alcuna procedura di gara d’appalto o concorso di progettazione, e il suo massimo dirigente, Andrzej Kuszell, non è stato sottoposto ad alcun controllo sulle competenze. Kuszell non ha potuto che ammettere: se ci fosse stato un concorso o un appalto, il suo studio non sarebbe mai stato selezionato.

È stato appurato con certezza matematica che la torre con 120 appartamenti, di proprietà del” Royal Borough of Kensington and Chelsea”, ha preso fuoco come un fiammifero per colpa del rivestimento in alluminio riempito di plastica, secondo l’inchiesta inserito con il solo scopo di “abbellire” un palazzo brutto e ormai al limite del fatiscente.

Richard Millett, avvocato dell’accusa, ha riferito nel corso di un’udienza che la scelta è caduta sullo studio E Architets dopo che questi avevano progettato la vicina “Kensington Aldridge Academy”, una struttura “economica, conveniente e veloce da realizzare, anche se la Grenfell Tower era un tipo di progetto completamente diverso, con sfide differenti”.

Kuszell ha ancora una volta confermato che il suo team “non aveva esperienza nei rivestimenti di edifici residenziali” e che la Kensington and Chelsea Tenants Management Organisation, proprietaria dell’edificio, “sapeva perfettamente quali fossero le nostre competenze”.

Le e-mail interne sul progetto hanno anche rivelato che i budget iniziali erano considerati troppo bassi dagli architetti e il compenso di non più di 99mila sterline, tenuto volutamente basso per evitare di indire una gara d’appalto, non avrebbe mai coperto tutto il lavoro necessario.

Anche Bruce Sounes, l’architetto dello studio E impegnato nel lavoro di ristrutturazione, era preoccupato per l’approccio adottato dalla TMO, raccontando di aver descritto le prime modifiche progettuali che aveva in mente “in mezzo ad un caos indicibile”. In un’altra e-mail avvertiva Kuszell che il progetto veniva considerato come un “intervento improntato sul massimo del risparmio”.

Jane Trethewey, responsabile della strategia abitativa TMO, in un’altra e-mail finita agli atti, descriveva la Grenfell Tower come “uno dei peggiori beni immobiliari di tutta Londra” e che la bonifica aveva anche il compito di “impedire che sembrasse un cugino povero della nuovissima struttura scolastica che stava nascendo a poca distanza”.

Due persone del pubblico, Jonty Leff e Scott Dore, si sono alzate durante l’udienza urlando all’indirizzo del presidente, Sir Martin Moore-Bick, che l’inchiesta era una “vergogna” perché i testimoni che lavoravano per alcune delle società coinvolte erano stati rassicurati dal procuratore generale che le prove non sarebbero state usate in procedimenti penali contro di loro. Da quel momento, l’udienza è degenerata in una confusione, resa anche peggiore quando i due hanno lamentato che la stessa rassicurazione non è stata data ai vigili del fuoco che hanno testimoniato nella prima inchiesta nel 2018: “Lei sta riservando loro un trattamento diverso e in realtà dovreste farli chiudere per sempre”.

Esteri
L’infermiera che ha rubato la carta di credito ad un paziente morto
L’infermiera che ha rubato la carta di credito ad un paziente morto
È successo lo scorso gennaio: Ayesha Basharat stava radunando gli effetti personali di un paziente appena morto per Covid e ha usato la sua carta di credito per comprare bibite e snack
La vendetta di Cummings: affossare Boris Johnson
La vendetta di Cummings: affossare Boris Johnson
L’ex braccio destro del premier si prepara a deporre davanti alla commissione che indaga sulla gestione della pandemia da parte del governo. E promette di far saltare in aria Downing Street
I britannici possono viaggiare (ma non sanno dove andare)
I britannici possono viaggiare (ma non sanno dove andare)
Il via libera a viaggi e spostamenti si scontra con un sistema di classificazione dei paesi a semaforo: quelli che rappresentano le mete turistiche tradizionali sono tutti in giallo, quindi sconsigliati
Belgio, caccia al Rambo negazionista
Belgio, caccia al Rambo negazionista
Un ex militare armato è scomparso dopo aver giurato di voler uccidere un noto virologo belga. Sulle sue tracce più di 400 agenti e il timore che voglia scatenare “una piccola guerra”
È morto il «Mostro delle Ardenne»
È morto il «Mostro delle Ardenne»
Michel Fourtinet, serial kliller francese accusato di aver ucciso 9 ragazzine e dell’omicidio di altre 10 persone, on la complicità della moglie, è morto in carcere a 79 anni
La Scozia pretende un secondo referendum
La Scozia pretende un secondo referendum
La vittoria dei nazionalisti alle elezioni riaccende il sogno dell’indipendenza. Ma Johnson non vuole saperne
Regno Unito: l’esercito a caccia delle nuove varianti del virus
Regno Unito: l’esercito a caccia delle nuove varianti del virus
Un laboratorio chimico-batteriologico militare finanziato per scovare e individuare i ceppi del virus che circolano nel Paese: ne hanno trovati quattro, tutti coperti dal vaccino
Iniziato a Parigi il processo per l’estradizione dei terroristi italiani
Iniziato a Parigi il processo per l’estradizione dei terroristi italiani
Si prevede un lungo e difficile percorso, mentre gli imputati si presentano in aula per la prima volta e si susseguono gli appelli a Macron per bloccare la richiesta italiana
La guerra dell’Oktoberfest fra Monaco e Dubai
La guerra dell’Oktoberfest fra Monaco e Dubai
Con la prossima edizione ancora a rischio apertura, la Germania è insorta contro una notizia che voleva l’evento di Monaco spostato a Dubai. In realtà si tratta di una copia, anche se lo zampino tedesco pare ci sia
Cambio d'immagine dell'Mi5: «Non siamo come James Bond»
Cambio d
Il celebre servizio segreto inglese apre un profilo Instagram per raccontarsi e sfatare i luoghi comuni legati al lavoro delle spie. Ma senza rivelare nulla di compromettente