Si dimette il ministro dello scandalo dell’aragosta

| È stato ribattezzato così dai giornali francesi: ha come epicentro il ministro dell’ambiente François de Rugy, accusato di aver offerto cene a base di aragoste e champagne

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È un’altra tegola che pende sulla testa di Macron, le dimissioni rassegnate da François de Rugy, il ministro dell’ambiente travolto dallo scandalo delle spese pazze per cene sontuose a base di aragoste, vini pregiati e champagne. Una rivelazione della testata online “Mediapart” che ha raccontato di esageratissime cene all’Assemblea Nazionale offerte insieme alla moglie a una trentina di invitati per volta fra l’ottobre del 2017 ed il giugno dello scorso anno, quando de Rugy era presidente della camera bassa.

Minacciato di querela, il sito ha rilanciato, svelando 63mila euro dei contribuenti spesi per rinnovare l’appartamento privato nella sede del ministero, 17mila usati per una cabina-armadio da sogno. 

A nulla è servito spiegare che di alcuni dei lussuosi ingredienti citati nell’articolo, François de Rugy si è dichiarato addirittura allergico e intollerante, e che i lavori fossero necessari per un palazzo del XVIII secolo: ormai la gogna mediatica era partita e fermarla impresa al limite dell’impossibile. Nelle recenti manifestazioni dei gilet gialli, sono comparse aragoste gonfiabili come chiaro riferimento allo scandalo.

Proprio oggi, accompagnate da una nota, sono arrivate le dimissioni di de Rugy, ormai inevitabili: “Gli attacchi e il linciaggio mediatico che hanno preso di mira la mia famiglia mi costringono a fare un necessario passo indietro. A causa di ciò che è necessario fare per difendermi, non sono in grado di svolgere serenamente ed efficacemente la missione affidatami dal presidente della Repubblica”. Le dimissioni, ha comunicato l’Eliseo, sono state accettate dal presidente Macron, che si è limitato a commentare di “decisione personale da rispettare, perché sia libero di difendersi pienamente e liberamente”.

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