UK, il caso dei macchinisti sospesi dal servizio

| Ben 12 sono risultati positivi ai test antidroga e antialcol: l’indagine partita dopo alcune manovre anomale e rischiose segnalate dalle apparecchiature di sicurezza

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Nel Regno Unito è diventato un caso di sicurezza pubblica che fa discutere, la vicenda di 12 macchinisti ferroviari esonerati dal lavoro negli ultimi mesi: la maggior parte di loro sono risultati positivi ai test antidroga e antialcol, altri hanno rifiutato di sottoporsi agli esami temendo conseguenze che sono arrivate comunque.

I 12 conducenti sono fra gli 86 a cui negli ultimi mesi è stata sospesa o ritirata l’abilitazione per motivi diversi, fra cui problemi di formazione, mancato superamento di un esame per motivi medici o psicologici, superamento di segnali di pericolo, dimissioni e pensionamento.

I controlli sono coincisi con un aumento del numero di treni che hanno fatto registrare manovre o movimenti anomali, tali da far scattare gli allarmi di sicurezza in alcune stazioni. Le cifre ufficiali sui segnali passati in condizioni di pericolo mostrano un pericoloso aumento rispetto al 2018: nel luglio di quest’anno sono stati superati 41 semafori rossi, più di uno al giorno, mentre dall’aprile dell’anno scorso allo stesso mese del 2019, il numero di treni che hanno ignorato i segnali di pericolo è salito a 304, raggiungendo il massimo in 10 anni.

Il picco di inosservanze ha spinto le autorità per la sicurezza ad avviare un’indagine interna e a chiedere alle compagnie ferroviarie di agire con decisione per ridurre al minimo il rischio di incidenti. Nella memoria di tutti c’è ancora l’incidente di Ladbroke Grove di vent’anni fa, costato la vita a 31 persone solo perché il macchinista aveva ignorato il segnale di pericolo.

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