Un sabato di fuoco a Parigi

| La Francia intera è scesa in strada per protestare contro la legge sulla sicurezza, ma nella capitale il pacifico corteo dei Gilet Gialli si è trasformato in una nuova occasione di violenze

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Non va giù ai francesi la contestata legge che vieta di riprendere e fotografare le polizia in azione, considerata un viatico ad una sorta di regime che salva d’ufficio l’operato delle forze dell’ordine. E non va giù neanche la rassicurazione del presidente Macron di riscriverne alcuni passaggi.

Quello che è andato in scena ieri è stato un sabato in cui erano pianificati quasi 100 raduni in tutto il Paese, ma quello di Parigi si è trasformato in scene di violenza e devastazione, con scontri fra i manifestanti e la polizia, costretta a lanciare verso la folla gas lacrimogeni quando una frangia di incappucciati ha iniziato a mandare in frantumi le vetrine dei negozi e dare fuoco alle auto parcheggiate in strada.

Le proteste attraversano la Francia da quando sono emerse le immagini di tre poliziotti bianchi che prendevano a calci e pugni Michel Zecler, un produttore musicale di colore. Da allora, i quattro ufficiali sono finiti sotto indagine penale e diversi membri del governo hanno pubblicamente assicurato di voler riscrivere “completamente” una parte della nuova legge. Lo stesso Macron ha dovuto riconoscere pubblicamente che esiste una frangia della polizia “violenta” assicurando mano ferma e punizioni esemplari, le stesse che però ha invocato vero i “pazzi che distruggono Parigi. Ha anche annunciato una piattaforma online che permetterà alla gente comune di segnalare eventuali violenze della polizia, con l’obbligo degli agenti di indossare le body camera a partire dal giugno 2021.

Ma questo non è bastato, anche se tutto per le strade di Parigi era iniziato in modo pacifico: migliaia di persone, compresi i Gilet Gialli, marciavano per le strade della capitale invocando cori e slogan, fin quando da un gruppo di manifestanti vestiti di nero e con il volto coperto è partita una fitta sassaiola contro i reparti antisommossa della polizia. Poco dopo, le vetrine di un supermercato, di un’agenzia immobiliare e di una banca sono andate in frantumi: la polizia ha risposto con un lancio di lacrimogeni e i manifestanti hanno eretto barricate improvvisate con le auto date alle fiamme.

Secondo la questura di Parigi, 500 black block sono riusciti a infiltrarsi fra i manifestanti: il ministro degli Interni Gerald Darmanin ha confermato il fermo di 22 persone.

L’ordine per le forze dell’ordine era di evitare il ripetersi di scontri, specie in un momento di clima natalizio in cui i negozianti sperano di riprendere fiato dopo il duro lockdown: fin dalle prime ore del mattino migliaia di agenti pattugliavano e presidiavano i punti caldi della città.

L’articolo 24 della proposta di legge trasforma in reato penale la pubblicazione di immagini di agenti di polizia in servizio che possano danneggiare la loro “integrità fisica o psicologica”, con i trasgressori puniti con pene fino a un anno di carcere e multe che possono arrivare a 45.000 euro. Secondo le associazioni dei diritti civili una preoccupante limitazione della libertà di stampa e soprattutto un comodo scudo per proteggere la polizia dalla violenza a cui è abituata.

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Un sabato di fuoco a Parigi - immagine 1
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