Una nuova grana per il 737 MAX

| Nel corso di una profonda revisione del velivolo, la Boeing ha scoperto un altro potenziale difetto di progettazione. Ferma al palo la produzione, ma in magazzino restano 400 velivoli da consegnare

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Centinaia di 737 Max sono bloccati a terra, mentre la Boeing attende il via libera delle autorità aeronautiche per il ritorno in volo dell’aereo finito al centro di un caso internazionale. Ma la questione si complica ulteriormente, dopo che compagnia ha scoperto l’ennesimo potenziale ostacolo al ritorno nei cieli del proprio velivolo.

Il 737 Max è rimasto a terra in tutto il mondo dallo scorso marzo, dopo due incidenti che hanno ucciso 346 persone. L’azienda ha stabilito che una modifica al software era sufficiente per correggere il problema che, è stato appurato, sarebbe la causa dei due incidenti.

Tuttavia, nell’ambito di un controllo dello scorso dicembre ordinato dalla “Federal Aviation Administration” degli Stati Uniti, la Boeing ha riscontrato “problemi non segnalati in precedenza” nel cablaggio del 737 Max, secondo un rapporto svelato in queste ore dal “New York Times”. La compagnia ha informato la FAA e sta esaminando se due sezioni del cablaggio che controllano la coda dell’aereo sono troppo vicine tra loro e potrebbero causare un corto circuito, e quindi potenziali incidenti.

Un portavoce della Boeing ha confermato l’esistenza del problema alla CNN, assicurando che la questione è stata identificata come parte di un “rigoroso processo di verifica” per garantire la massima sicurezza dell’aereo. “La nostra priorità è garantire che il 737 Max soddisfi tutti i requisiti di sicurezza prima di tornare in servizio. Stiamo lavorando a stretto contatto con la FAA e gli altri enti regolatori su un processo di certificazione completo per garantire un velivolo sicuro e conforme”. Secondo il portavoce “sarebbe prematuro ipotizzare” se la scoperta porterà a nuove modifiche o se estenderà ulteriormente la tempistica per la sua nuova certificazione.

Si tratta di una sfida per il nuovo amministratore delegato di Boeing, David Calhoun, che assumerà ufficialmente l’incarico il 13 gennaio dopo che l’ex CEO Dennis Muilenburg è stato estromesso lo scorso 23 dicembre. “Un cambiamento di leadership si è reso necessario per riabilitare l’immagine dell’azienda, che lavora alacremente per ottenere la fiducia delle autorità di regolamentazione e quella della propria clientela”.

Agli inizi di dicembre, la Boeing ha annunciato che avrebbe sospeso la produzione del 737 Max alla luce delle continue battute d’arresto della ricertificazione. Gli ordini per il velivolo si sono azzerati a seguito della messa a terra, ma la compagnia ha continuato a produrre il velivolo incriminato al ritmo di 42 jet al mese, nella speranza di una rapida ricertificazione da parte delle autorità di regolamentazione e delle compagnie aeree di tutto il mondo.

Ma mentre il processo si spingeva sempre di più verso il 2020, Boeing ha annunciato che l’incerto futuro dell’aereo costringe l’azienda a sospendere la produzione e dare priorità alla consegna dei circa 400 aerei in magazzino, che però nessuno al momento ha intenzione di ricevere.

Una crisi economica, valutata in una perdita secca di 10 miliardi di dollari, che spinto la Boeing ad annunciare che i dipendenti non avrebbero ricevuto il tradizionale bonus natalizio. 

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