Yamaha: non nascondetevi nelle custodie

| Dopo il clamore della rocambolesca fuga di Carlo Ghosn, il colosso giapponese di strumenti e attrezzature musicali avvisa: non provateci, è molto pericoloso

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Di questi tempi non si sa mai: lo spirito di emulazione, unito all’uso spropositato dei social, potrebbe convincere qualcuno che Carlos Ghosn ha avuto un’idea geniale, infilandosi in una cassa per strumenti musicali e fuggire dal Giappone verso la libertà, in Libano.

Così la “Yamaha”, storico costruttore giapponese di strumenti e accessori musicali, ha pensato fosse il caso di specificare - prima di trovarsi invischiata in qualche class-action di aspiranti fuggiaschi - che quei contenitori su ruote non nascono e nemmeno sono pensati per ospitare persone. E il rischio di rinchiudersi lì dentro è di fare una brutta fine.

In un tweet, l’azienda la prende alla lontana, senza fare nomi, affermando di “aver notato che ci sono state storie recenti di persone che si sono nascoste nelle custodie di strumenti musicali. La Yamaha avvisa di non entrare o lasciare che altri rinchiudano nelle sue custodie per evitare sfortunati incidenti”.

Secondo la più accreditata ricostruzione della fuga di Ghosn, che lui stesso non ha ancora voluto svelare, la versione data per buona continua ad essere quella della grossa custodia per attrezzature musicali in cui si sarebbe nascosto per raggiungere il jet privato che lo attendeva all’aeroporto. E per evitare gli “sfortunati incidenti” citati dalla Yamaha, sul fondo sarebbero stati praticati dei fori per permettere all’ex Ceo di Renault-Nissan di respirare. Una vicenda che secondo il quotidiano francese “Le Monde” sarebbe pronta per diventare un film, con tanto di contratto in esclusiva per la piattaforma “Netflix”.

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