Al via i lavori per il Green Pass europeo

| La speranza è che tutto proceda in modo spedito, anche se ogni Paese membro ha diritto di stabilire le proprie regole di ingresso, e la UE non ha alcun potere in materia

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Tecnicamente, burocrazia permettendo, il “Green Pass” valido su tutto il territorio europeo sarà operativo il prossimo primo giugno. La proposta è stata approvata con 540 voti favorevoli, 119 contrari e 31 astenuti: sarà valido per un massimo di 12 mesi

La prossima settimana, spiegano fonti di Bruxelles, è previsto l’avvio dei negoziati tra Parlamento e Consiglio, a cui spetta il compito di coinvolgere i primi Paesi per arrivare ad un regolamento condiviso entro la fine del mese di giugno. Un passaggio fondamentale, che a quel punto renderà il Green Pass un “diritto di ogni cittadino europeo”.

La fase di test, prevista per il mese di maggio, coinvolgerà Francia, Malta, Olanda, Lussemburgo, Estonia, Svezia, Croazia, Bulgaria, Spagna, Italia, Lituania, Germania, Repubblica Ceca, Austria, Islanda e Grecia, seguita da un secondo gruppo (Lettonia, Romania, Cipro, Irlanda, Portogallo, Polonia, Danimarca e Slovenia). Cinque Paesi (Ungheria, Belgio, Norvegia, Liechtenstein e Slovacchia), hanno invece scelto di non partecipare alla fase test per aderire soltanto in fase di attuazione.

Il Green pass attesterà attraverso un codice QR di un’applicazione (o in formato cartaceo), l’avvenuta vaccinazione, il numero di dosi ricevuto o la guarigione dal Covid-19 e la presenza di anticorpi o ancora l’esito negativo di un tampone. Ogni Stato membro, in base a competenze di carattere nazionale, ha diritto di stabilire i requisiti di ingresso e la UE non ha potere di imporre nulla.

È proprio la mancanza di uniformità, lo scoglio che potrebbe rallentare in modo evidente i lavori di approvazione del certificato, necessario in vista delle vacanze estive, per permettere spostamenti e auspicare nella ripresa del turismo.

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