BoJo alza i toni con Bruxelles

| Anticipato dai media il contenuto del discorso del premier Johnson previsto per oggi: l’obiettivo è non rispettare gli accordi parziali già presi per minacciare il solito no deal

+ Miei preferiti
Ringalluzzito dai festeggiamenti per la “Brexit”, l’uscita della Gran Bretagna dall’odiata UE che lo consegna alla storia come l’uomo che ci è riuscito, Boris Johnson alza i toni con Bruxelles.

Secondo alcune indiscrezioni diffuse dai media, nel discorso che terrà oggi, BoJo sembra intenzionato ad adottare la linea dura, quella di chi non è disposto a cedere ai diktat degli impettiti burocrati europei. In pratica, la GB non avrebbe intenzione di piegarsi ai “level playing fields”, il programma che in cambio di un accordo di libero scambio, obbliga la Gran Bretagna a restare allineata all’UE in termini di aiuti di Stato, standard sociali, ambientali, sanitari e fiscali, per evitare la concorrenza sleale. Roba che Johnson ha sottoscritto, ma che sembra pronto a rimangiarsi, paventando un “No Deal”, l’uscita senza alcun accordo che fin dall’inizio della Brexit è stato uno visto come lo scenario peggiore e potenzialmente devastante. BoJo punta ad un accordo di libero scambio sul modello di quello canadese.

Opzioni che difficilmente passeranno a Bruxelles, dove l’idea di concessioni è ferma al palo. Due versanti opposti che facilmente si tradurranno in un nuovo calvario lungo 11 mesi, quelli che separano la Gran Bretagna dalla definitiva uscita dall’orbita UE.

Europa
La città divisa in due dal coronavirus
La città divisa in due dal coronavirus
Uno dei più complicati casi europei: una città belga all’interno dei confini olandesi. Ma se prima della pandemia era un’attrazione turistica, ora il lockdown da una parte le riaperture dall’altra creano non pochi fastidi
Riaperture: il fai da te europeo
Riaperture: il fai da te europeo
L’unico dato comune è il desiderio e il bisogno di riaprire: per il resto, ogni Paese europeo ha varato misure, nome e concessioni diverse
Defender Europe 2020, l’invasione silenziosa
Defender Europe 2020, l’invasione silenziosa
Dai primi di marzo, migliaia di militari americani stanno sbarcando in Europa per una colossale esercitazione Nato. Il nervosismo del Cremlino e l’indifferenza verso il diffondersi del coronavirus
Brexit: prove tecniche di “no deal”
Brexit: prove tecniche di “no deal”
Boris Johnson affila le armi: pretende libero accesso ai mercati europei ma non vuole rispettare le regole comunitarie. E minaccia l’uscita senza accordo
Trattative post Brexit: la UE e GB affilano le armi
Trattative post Brexit: la UE e GB affilano le armi
L’ultimo messaggio arriva dal ministro degli esteri francese, che si aspetta una “battaglia durissima” nelle trattative per stabilire gli accordi. Forti dubbi che tutto sia pronto entro la fine dell’anno
Brexit effect: la fine del commercio con l’UE
Brexit effect: la fine del commercio con l’UE
Aziende e mercati inglesi temono che il Regno Unito arrivi al 31 dicembre prossimo senza un accordo commerciale con l’UE. Le conseguenze economiche sarebbero pesantissime
Brexit ultimo atto
Brexit ultimo atto
A mezzanotte scatta ufficialmente l’uscita del regno Unito dalla UE, sancendo la fine di un rapporto lungo 47 anni. Ma la parte peggiore arriva adesso
Effetto Brexit: impossibile conoscere il prezzo di un’auto
Effetto Brexit: impossibile conoscere il prezzo di un’auto
Un automobilista scozzese ha acquistato una Mercedes-Benz scoprendo che il costo finale cambierà in base alle nuove tariffe doganali, che al momento non ci sono
Effetto Brexit, la Gran Bretagna dice addio all’Erasmus
Effetto Brexit, la Gran Bretagna dice addio all’Erasmus
La decisione di Westminster ha suscitato proteste ovunque, a cominciare da quelle degli intellettuali inglesi: una cattiveria nei confronti delle giovani generazioni
Addio all’inglese come lingua della UE?
Addio all’inglese come lingua della UE?
“Se non abbiamo il Regno Unito, non avremo neanche l’inglese”, commentava un’eurodeputata nel 2016. La questione non è così semplice, essendo la lingua più parlata del mondo, ma molto dipende dal futuro dell’UK