Brexit, buio profondo

| La sonora bocciatura del piano di Theresa May apre l’ipotesi a tre diverse conclusioni dell’uscita della Gran Bretagna dalla UE. Più una quarta, la peggiore per tutti: il no deal

+ Miei preferiti
Erano 96 anni che la Camera dei Comuni non bocciava la proposta di un premier: basterà questo a consacrare il nome di Theresa May ai libri di storia. Ma soprattutto a spiegare lo stato di estrema confusione in cui versa la Gran Bretagna dopo la sonora bocciatura di ieri sera: Theresa costretta a tornare in un angolo con 432 no contro 202 sì. Pallottoliere alla mano, 230 voti di differenza: un abisso.

È il corridoio finale della “Brexit”, imboccato il 23 giugno 2016 con il referendum che decreta la vittoria dei “Leave” e fa credere al Regno Unito di poter alzare la cresta invocando come gli pare l’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea. Non è andata esattamente così, ormai l’hanno capito anche gli inglesi, sballottati ormai da due anni fra scenari apocalittici e il timore di un ritorno all’età della pietra, con viveri e medicinali razionati e la sensazione di aver votato per isolarsi, quando il mondo intero cerca di fare l’esatto contrario.

Gli scenari, ipotizzati questa mattina dai media inglesi riprendendo anche l’aria che si respira nei corridoi di Westminster, sono essenzialmente tre. Il primo, che questa sera alle ore 20 (21 per l’Italia), Theresa May ottenga un voto di fiducia che appare abbastanza scontato, tradimenti dell’ultima ora a parte. Ma se così non fosse il paese scivolerebbe verso le elezioni anticipate. Il secondo che la May, ottenuta la fiducia, cerchi una maggioranza disposta ad appoggiare un nuovo piano per la Brexit, anche se su questo Bruxelles ha alzato un muro di gomma. Corbyn ha offerto il proprio appoggio a patto che la GB esca dalla UE ma resti legata all’unione doganale, stessa formula adottata dalla Turchia. Ipotesi che agli irriducibili della Brexit non piace affatto. Per finire con la richiesta a Bruxelles di riaprire le trattative e prolungare il negoziato almeno fino all’estate, contemplando anche l’ipotesi di un nuovo referendum, chiesto a gran voce dal popolo, convinto che la Brexit spacciata in campagna elettorale non sia quella che è invece diventata in questi mesi cruciali. C’è in realtà da aggiungere una quarta ipotesi, quella che nessuno si augura, a Londra come a Bruxelles: il “no deal”, l’uscita senza alcun accordo ipotizzata dalla stessa May come una vera catastrofe epocale.

Secondo la Confindustria inglese la potenziale perdita del Pil oscillerebbe fra il 3 ed il 7%, con l’incognita aperta dei rapporti commerciali. Da Bruxelles arriva un solo commento: noi siamo qui. La Gran Bretagna chiarisca le sue intenzioni al più presto, perché resta poco tempo.

Europa
Junker si congeda a Strasburgo
Junker si congeda a Strasburgo
Il presidente uscente della Commissione Europea ringrazia i colleghi, si dice soddisfatto per il lavoro svolto e ribadisce il suo attaccamento al progetto europeo
Chi di Brexit ferisce…
Chi di Brexit ferisce…
divorzio tra Unione Europea e Regno Unito non ce l’ha ancora nessuno. Sicuramente aumenteranno i disguidi per chi dovrà viaggiare da e per le isole britanniche e anche per chi vive da espatriato
Polonia, al rogo i libri di Harry Potter
Polonia, al rogo i libri di Harry Potter
Un’associazione religiosa ha deciso di bruciare pubblicamente libri considerati blasfemi e sacrileghi: oltre a quelli del maghetto, anche Hello Kitty
Brexit, terzo no alla May
Brexit, terzo no alla May
Bocciato definitivamente l’accordo raggiunto fra la premier e l’UE. Lo spettro del “no deal” e la probabilità che la UK sia costretta a partecipare alle elezioni europee
Nizza blindata per Xi Jinping
Nizza blindata per Xi Jinping
Il presidente cinese atterrato in Francia, dove ha in programma un incontro a Monaco con Alberto II e una cena con il presidente Macron
Londra in piazza: cancellate la Brexit
Londra in piazza: cancellate la Brexit
Un milione di persone, 4,2 quelle che hanno firmato la petizione online per chiedere la revoca dell’articolo 50 o un nuovo referendum. Freddo il commento di Downing Street
Toglieteci tutto, ma non la carta igienica
Toglieteci tutto, ma non la carta igienica
In UK è iniziata la caccia al doppio velo, che con la Brexit rischia di sparire visto che la quasi totalità di carta igienica utilizzata in UK arriva dall’Europa
Macron: sulla Tav non ho tempo da perdere
Macron: sulla Tav non ho tempo da perdere
A poche ore dal bilaterale con il premier Conte, il presidente francese liquida la faccenda con poche battute al vetriolo
Brexit, boom di firme per restare in UE
Brexit, boom di firme per restare in UE
Il sito del Parlamento in tilt: nel giro di poche ore raccolte quasi un milione e mezzo di firme per chiedere la revoca dell’articolo 50
Troppo violenta, Londra si svuota
Troppo violenta, Londra si svuota
La comunità somala, fra le più colpite, ha iniziato a rimandare i propri figli in patria