Brexit, il pasticcio dell’estradizione

| Ben 10 Paesi europei hanno annunciato che rifiuteranno di estradare propri cittadini nel Regno Unito in quanto i trattati sono cambiati. È una delle tante conseguenze della Brexit

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È solo adesso, a mesi di distanza, che gli effetti della “Brexit” iniziano a farsi sentire con tutto il loro peso specifico. L’ultima noia a piombare al numero di 10 Downing Street riguarda la giustizia e a scatenarla è stata un gruppo di Paesi europei.

La notizia è che Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia hanno invocato le nuove regole costituzionali annunciando l’intenzione di non estradare più i propri cittadini in Gran Bretagna in caso di problemi giudiziari. A questi si aggiungono Austria e Repubblica Ceca, che ammettono l’estradizione solo dietro specifico consenso dei cittadini. Un cambio di rotta epocale, che fino a pochi mesi fa non era possibile, in quanto il Regno Unito faceva parte del blocco che aveva sottoscritto il mandato di arresto europeo che semplifica le procedure di estradizione e ha reso più difficile la vita di truffatori, trafficanti e terroristi. Uscendo dalla UE, il Regno Unito ha perso il fondamentale accesso al database del “SIS II”, il sistema d’informazione Schengen integrato ai database della polizia e include informazioni sui passeggeri aerei, casellario giudiziario, DNA e impronte digitali.

Oltre all’estradizione, la Brexit potrebbe portare in dono a breve problemi burocratici e scarsa cooperazione sulla privacy e i diritti umani. 

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