Brexit, lo strappo della Germania

| Nessun passo avanti nelle trattative e un premier che “non sa cosa siano”, hanno convinto la delegazione tedesca ad abbandonare i tavoli su cui si tenta di arrivare ad un compromesso fra Bruxelles e Londra

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È durissimo il commento del governo tedesco all’annuncio di aver abbandonato, almeno al momento, i tavoli della trattativa per la Brexit fra la UE e la Gran Bretagna. Secondo Berlino, “non c’è alcun progresso nelle discussioni e Boris Johnson non ha alcuna idea di come funzionino”.

A Bruxelles ritengono ormai che la Gran Bretagna sia pronta a rischiare un’uscita di scena senza accordi quando il periodo di transizione terminerà, il 31 dicembre, addossando tutta la colpa all’odiata UE. Il governo tedesco, che detiene la presidenza di turno del Consiglio Europeo, aveva in programma un incontro sulla Brexit nel corso la riunione della prossima settimana, ma la delegazione ha rinunciato per mancanza di “progressi tangibili” nei colloqui.

Un diplomatico della UE ha confessato al Guardian: “Abbiamo sprecato l’estate trovandoci di fronte ad una delegazione che non capisce come funzionano i negoziati e un primo ministro che, credo, sia mosso dalla convinzione – del tutto sbagliata - di poter concludere i negoziati all’undicesima ora”.

Michel Barnier, il capo negoziatore sulla Brexit per la UE, ha ripetuto la necessità di arrivare ad un accordo con la Gran Bretagna entro la fine di ottobre, aggiungendo però di non avere in programma alcun incontro il suo omologo britannico David Frost: “Forse ci vedremo la prossima settimana, se le condizioni lo permetteranno”.

I disaccordi sulle regole e sulle quote di pesca, ma anche su immigrazione, sicurezza, meccanismi di risoluzione delle controversie, garanzie dei diritti umani e altri settori, hanno finora vanificato un accordo che, secondo la UE, dev’essere pronto in tempo utile per essere approvato nel summit dei 27 paesi previsto fra il 15 ed il 16 ottobre per consentire la ratifica entro l’anno in corso.

Nelle scorse ore, è arrivata la conferma che l’ex premier australiano Tony Abbott, che ha guidato il Paese dal 2013 al 2015, è stato incaricato di guidare la missione commerciale globale post-Brexit della Gran Bretagna. Il politico, costretto a lasciare il potere dal suo stesso partito dopo soli due anni, pare sia stato nominato presidente congiunto del “Board of Trade”. La nomina, a fianco della segretaria per il commercio Liz Truss, non è ancora stata ufficializzata, ma una fonte del governo britannico ha rivelato al quotidiano Sun “siamo lieti della sua presenza”.

Abbott, 62 anni, è un monarchico che lo scorso anno si è rivolto alla Conferenza del Partito dei Conservatori avvertendo che non andarsene sarebbe stata “una sconfitta su scala epica, molto simile all’invasione normanna”.

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